FISCO & IMPRESA Il paradosso delle pensioni minime

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Chi nonostante i contributi versati all’Inps, durante la vita lavorativa, riceve una pensione al di sotto di un determinato limite gli viene riconosciuto un assegno integrativo della pensione con lo scopo primario di migliorare la condizione economica del pensionato stesso.

Per l’anno 2019, l’importo del trattamento minimo è pari a 513,01 euro, quindi il pensionato che riceve una pensione inferiore a questo importo che corrisponde a 6.669,13 euro (513,01 per 13 mensilità) l’importo della pensione stessa viene innalzato fino ad arrivare appunto a 513,01 euro mensili (o a una cifra più alta, se si ha anche diritto alla maggiorazione sociale).

L’integrazione al minimo spetta su tutte le pensioni, di vecchiaia, di anzianità, anticipata, persino di reversibilità; per chi ha diritto all’assegno d’invalidità, la pensione minima si calcola in modo differente, mentre chi percepisce l’assegno sociale (che non è una prestazione previdenziale, comunque, ma di assistenza) non ha diritto al trattamento minimo, ma a delle maggiorazioni.

L’integrazione al minimo non spetta, invece, a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi, ed a chi possiede solo contributi presso la gestione separata o ha optato per il computo in questa gestione o, ancora, a chi ha richiesto l’opzione contributiva: in pratica, l’integrazione non spetta a chi applica il calcolo contributivo della pensione. Quindi, l’importo dell’integrazione è pari alla differenza tra la pensione e l’ammontare del trattamento minimo. Facendo un esempio: chi percepisce una pensione di 300,00 euro mensili (calcolo contributivo)l’integrazione al minimo risulterà pari a 213,01.

Altra informazione l’integrazione al trattamento minimo non è automatica pertanto bisogna presentare un’apposita domanda all’Inps. Ora che succede nel caso di coniugi titolari entrambi di pensioni integrate al trattamento minimo e uno dei due viene a mancare? Se sono in vita percepiscono le pensioni integrate al minimo e/o anche tutte le maggiorazioni sociali. Malauguratamente uno dei due decede (questa è la beffa) l’altro smetterà di usufruire del trattamento minimo (la legge dice che non si possono percepire due pensioni minime)e percepirà la  pensione per la quale è riconosciuto il trattamento minimo di importo più elevato, nel caso in cui i minimi siano di importo diverso.

Nel caso in cui l’integrazione fosse elevata percepirebbe quella spettante dal calcolo contributivo.

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