FISCO & IMPRESA Decreto sostegni: contributo a fondo perduto

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ll Ministro Daniele Franco (Economia e finanze) illustra in conferenza stampa il Decreto Sostegni, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio (foto tratta dal sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Dopo un lungo iter, nella giornata di ieri ha visto la luce il tanto atteso “Decreto Sostegni” che prevede una serie di misure per imprese e famiglie.

La misura più attesa è sicuramente il nuovo contributo a fondo perduto che, dopo varie anticipazioni, è stato definito nei dettagli. Vediamo come funziona.

Beneficiari del contributo a fondo perduto, saranno i titolari di partita IVA residenti o stabiliti in Italia, esercenti attività di impresa, arte o professione, compresi gli enti non commerciali (anche terzo settore e enti religiosi civilmente riconosciuti), in relazione all’attività commerciale eventualmente svolta. Ammessi anche i soggetti che producono reddito agrario di cui all’articolo 32 del TUIR.

Per potere accedere al contributo è necessario verificare alcune condizioni. Prima condizione è il volume d’affari conseguito che non dovrà essere superiore a 10 milioni di euro.

Il contributo verrà corrisposto per fasce, in base al reddito conseguito nel 2019 ed in percentuale in base al calo del fatturato.

Ricavi / compensi 2019 fino a 100mila euro: 60%

Ricavi / compensi 2019 > 100mila euro e fino a 400mila euro: 50%

Ricavi/compensi 2019 > 400mila euro e fino a 1 milione di euro: 40%

Ricavi/compensi 2019 > 1 milione di euro e fino a 5 milioni: 30%

Ricavi/compensi 2019 > 5 milioni e fino a 10 milioni (soglia massima): 20%

La seconda condizione d’accesso consiste nel calo di fatturato dell’anno 2020 messo a confronto con il 2019 determinato guardando alla data di esecuzione dell’operazione: l’ammontare medio mensile del fatturato 2020 deve essere inferiore almeno del 30% rispetto all’ammontare medio mensile del 2019

Il contributo viene comunque riconosciuto nella misura minima di 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per le società; l’ammontare massimo è fissato in 150.000 euro.Per quanto riguarda i soggetti che hanno aperto partita IVA a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo CFP viene riconosciuto comunque nella misura minima, anche in assenza di calo di fatturato del 30%, ma questi soggetti dovranno determinare il fatturato medio 2019 in rapporto ai mesi di attivazione della partita IVA per stabilire se eventualmente dovessero aver diritto ad un contributo.

Il riconoscimento del contributo dovrà essere richiesto tramite un’istanza da presentarsi in modalità telematica, secondo un Provvedimento attuativo che dovrà essere emanato, e che tale istanza comporta la necessità di effettuare attenti controlli, anche in considerazione delle pesanti sanzioni previste in caso di errore, che sono quelle già previste dal D.L. Rilancio.

L’istanza dovrà essere presentata, a pena di decadenza, entro 60 giorni dalla data di apertura del canale (ad oggi non nota), a cura del contribuente, se dotato di credenziali proprie di accesso, o per il tramite di un intermediario abilitato. Nell’istanza si potrà esercitare anche l’opzione per scegliere la modalità di erogazione del contributo: infatti si potrà scegliere se riceverlo sul conto corrente aziendale oppure se utilizzarlo in compensazione tramite modello f24.

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