FISCO & IMPRESA Contributo a fondo perduto per ristoranti e centri storici

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foto Gabriele Durante

Il decreto Agosto che attualmente è in fase di discussione in Consiglio dei Ministri, prevede due misure a sostegno delle attività economiche che maggiormente hanno risentito del lock-down e del lento ritorno alla normalità.

Tra le disposizioni contenute nella nuova manovra da 25 miliardi,il Governo ha allo studio specifiche misure di sostegno per le aziende operanti nel campo della ristorazione e per le attività commerciali situate nei centri storici. Vediamo di cosa si tratta.

La prima misura riguarda le attività di ristorazione. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali istituirà un apposito fondo, volto a sostenere gli esercizi di ristorazione (codice ATECO 56.10.11), per i quali verrà erogato un contributo a fondo perduto per l’acquisto di prodotti di filiere agricole e alimentari da materia prima integralmente italiana, compresi quelli vitivinicoli.

Per poter usufruire del beneficio, i contribuenti dovranno presentare apposita domanda, che consentirà di ottenere un anticipo del 90% del contributo spettante sulla base dei documenti fiscali, in formato digitale, attestanti gli acquisti effettuati, senza che sia necessario in questa prima fase attestarne il pagamento. Tuttavia, il saldo del 10% verrà corrisposto solo a seguito della presentazione delle quietanze di pagamento, da effettuarsi con modalità tracciabile.

Verrà resa disponibile, ovviamente, un’apposita piattaforma digitale per la gestione dei vari adempimenti connessi al contributo.

La seconda misura allo studio prevede l’erogazione di un contributo a fondo perduto riservato agli esercenti di attività economiche e commerciali aperte al pubblico, situati nei centri storici (Zone A dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana), che abbiano registrato presenza di turisti stranieri per un numero almeno cinque volte superiore a quello dei residenti.

A tal fine, saranno utili i dati che le amministrazioni pubbliche competenti trasmettono periodicamente all’Istat per l’elaborazione dei dati del Movimento turistico in Italia.

La condizione necessaria per poter ottenere il contributo è che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 sia inferiore al 50% dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel mese di giugno 2019 e l’ammontare sarà differenziato in base al volume d’affari conseguito nell’anno precedente.

Infatti, sarà pari al 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;al 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euroe fino a 1.000.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto; al 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 1.000.000 euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto.

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