FISCO & IMPRESA Acconto Iva entro il 27 dicembre 2019

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Entro il prossimo 27 dicembre i contribuenti soggetti passivi Iva devono provvedere al versamento dell’acconto Iva 2019. Con l’introduzione della fatturazione elettronica, nella scelta del metodo da adottare, occorrerà prestare particolare attenzione ai tempi di ricezione delle fatture che, a differenza di quanto accadeva in passato, avranno data certa.

I metodi per calcolare l’ammontare dell’acconto dovuto sono tre: metodo storico; metodo previsionale; metodo delle operazioni effettive al 20 dicembre.

Il versamento va effettuato tramite modello F24 con indicazione dei seguenti codici tributo: “6013” per i contribuenti mensili e “6035” per quelli trimestrali, indicando come periodo di riferimento il 2019. L’acconto così determinato verrà poi scomputato dall’imposta dovuta risultante dalla liquidazione effettuata per il mese di dicembre per i contribuenti mensili (con pagamento al 16 gennaio 2020), per il quarto trimestre 2019 per i contribuenti trimestrali speciali (con pagamento entro il 16 febbraio 2020), o dalla liquidazione annuale per l’anno 2019 per i contribuenti trimestrali su opzione (pagamento entro il 16 marzo 2020). Il relativo ammontare e il metodo utilizzato per determinarlo vanno infine riportati nel rigo VP13 della liquidazione periodica di dicembre 2019 o, in caso di compilazione, nel rigo VH17 del modello Iva 2020.

Passando all’analisi dei metodi di determinazione dell’acconto Iva, secondo il metodo storico, che è sicuramente il più utilizzato, l’ammontare è calcolato in misura pari all’88% del saldo a debito relativo al periodo precedente, individuato sulla base della periodicità di liquidazione adottata dal contribuente. In considerazione del fatto che il quadro VH del modello Iva va compilato esclusivamente se è necessario inviare, integrare o correggere i dati omessi, incompleti o errati delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche Iva trasmesse trimestralmente all’Agenzia delle entrate, la base di riferimento per la determinazione dell’acconto Iva è ricavabile dal quadro VP della comunicazione o, qualora sia stato presentato il quadro VH per le ragioni sopra esposte, dal modello Iva 2019.

Se il contribuente trimestrale ha chiuso la dichiarazione Iva relativa all’anno 2018 con un importo a credito (indicato nel rigo VL33) si dovrà comunque verificare l’eventuale obbligo di versamento dell’acconto Iva,  e la base di riferimento dovrà essere determinata dall’eventuale saldo a debito senza considerare l’acconto versato (ovvero l’importo effettivamente dovuto per il 2018), pari alla differenza tra l’acconto versato (indicato nel rigo VP13 o, se presentato il quadro VH, nel rigo VH17) e il credito Iva annuale, indicato nel rigo VL33.

Un esempio per far capire meglio il meccanismo: contribuente trimestrale, presenta un saldo Iva 2018 risultante dal rigo VL38 del modello Iva 2019 pari a 1.000 € e l’acconto 2018 versato e riportato nel rigo VP13 della comunicazione del 4° trimestre 2018 è pari a 3.500 €, l’acconto Iva 2019 calcolato con il metodo storico risulta pari all’88% della differenza tra VP13 e VL33 ed è quindi pari a 2.200 €. Infine, coloro che hanno cessato l’attività nel corso dell’anno 2019 non sono tenuti al versamento dell’acconto.

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