DONNA & SALUTE Contraccezione: la pillola

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La pillola può contenere due ormoni (uno estrogeno e uno progestinico), sia in forma combinata che sequenziale (cioè con dosaggi diversi nei vari giorni di utilizzo), oppure un solo tipo, cioè il progestinico, che si usa in allattamento o quando sono controindicati gli estrogeni.

Il funzionamento della pillola consiste in varie fasi:

  • Blocca l’ovulazione a livello ipofisario;
  • Modifica la consistenza del muco cervicale, rendendolo impenetrabile agli spermatozoi;
  • Modifica l’endometrio, cioè la mucosa interna all’utero, rendendolo non recettivo all’annidamento dell’ovulo.

Si assume per 21 giorni, la prima volta iniziando il primo giorno del ciclo, e si sospende per 7 giorni, per avere il sanguinamento da interruzione; altrimenti si prende tutti i giorni, ma alcune formulazioni hanno le ultime 2 o 4 pillole prive di farmaci per avere meno casi di sanguinamento intermestruale. L’indice di Pearl del metodo ormonale è il migliore (0.01-0.1%).

Si deve assumere sempre nella stessa fascia oraria, con una tolleranza massimo di 12 ore dall’orario solito di assunzione in caso di dimenticanza.

Non si devono associare farmaci a base di penicillina, antidepressivi triciclici, iperico, antiepilettici, per l’eventuale interferenza nell’assorbimento a livello epatico.

In caso di vomito entro 2 ore o diarrea dopo 2 ore dall’assunzione della pillola, si deve assumere un’altra pillola, sempre per un eventuale non assorbimento.

Fino ad alcuni anni fa si preferiva interrompere l’utilizzo periodicamente, mentre ora si preferisce l’uso continuativo perché scevro da effetti collaterali.

Soprattutto per le donne che rimandano la scelta di una gravidanza, è importante sapere che la contraccezione ormonale esercita un effetto protettivo sulla propria integrità genitale e sulla futura fertilità.

Naturalmente, la scelta e la prescrizione vanno concordate con il ginecologo dopo aver effettuato un’accurata anamnesi, visita ginecologica, senologica e Pap test, da rinnovare ogni anno. Esami specifici del sangue,invece, non sono necessari, ma in genere prescritti per individuare eventuali patologie epatiche o trombofilie.

La contraccezione ormonale presenta altri tipi di benefici, oltre a quello contraccettivo, da non trascurare:

  • sui sintomi del ciclo mestruale (dismenorrea, quantità del flusso, sindrome premestruale);
  • sui sintomi dolorosi in pazienti con endometriosi, specie se assunta senza interruzioni cicliche;
  • sull’iperandrogenismo, cioè l’aumento degli ormoni maschili, migliorato dalla scelta del progestinico;
  • sulla riduzione dell’insorgenza di tumori, aspetto fondamentale ma raramente affrontato nel counselling, sia di quello colorettale, che dell’endometrio e dell’ovaio, effetto correlato direttamente al numero di anni di utilizzo e che persiste per almeno 30 anni dopo la sospensione della contraccezione ormonale.                                                                                                                                                                 (2 – continua)

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