Referendum per l’abolizione della caccia, Annalisa Carleo: “Non si può giocare con la vita degli esseri viventi”

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Fonte foto: Morguefile.com, immagine di libero dominio

Sarà possibile firmare fino al 20 ottobre. Le motivazioni: tutelare il patrimonio faunistico e rendere più sicure le aree boschive

Fino al 20 ottobre per la cittadinanza sarà possibile firmare per l’abolizione della caccia presso gli uffici del Comune di residenza o in modalità on-line attraverso la piattaforma del comitato promotore (clicca qui). Ad oggi sono state raccolte on-line oltre 30 mila firme ma l’obiettivo posto mira a 180 mila anche se per poter avanzare la proposta di referendum abrogativo, in totale, ne sono richieste 500 mila.

La proposta nel dettaglio

La fauna selvatica è, come ricorda il comitato, un patrimonio indisponibile dello Stato (e collettivo) che va salvaguardato e tutelato, motivo per il quale si propone l’abrogazione dell’esercizio venatorio e del relativo porto d’arma.

Come riporta il comunicato, il fine è “di godere appieno la meravigliosa natura di ognuna delle nostre Regioni italiane senza il timore di uscire feriti, o peggio, da una passeggiata e senza l’inaccettabile annosa devastazione della fauna selvatica del nostro Paese“.

Carleo: “Non siamo più nella preistoria”

La dott.ssa Annalisa Carleo, che riveste la carica di Garante per la tutela degli animali in Nocera Superiore, da settimane sta portando avanti la sua battaglia per il “sì” all’abolizione. Le motivazioni sono chiare, come lei dichiara: “Non si può giocare ed uccidere con la vita degli esseri viventi, non c’è più la necessità di cacciare per nutrirsi, quindi per sopravvivere, inoltre l’esercizio venatorio è un pericolo – come la Cronaca ha più volte raccontato – per gitanti ed escursionisti innocenti”.

Per quanto riguarda i  cinghiali, Carleo prosegue spiegando che essi sono attirati dagli stessi cacciatori in apposite vasche scavate-installate durante la stagione estiva che si trasformano in trappole mortali. “Il sovrappopolamento è una scusa per legittimare la caccia, è un fenomeno indotto. Essa non può essere definita uno sport, non siamo più nella preistoria” termina la Garante che, per via della sua ferma posizione sul tema, si è vista percepire anche insulti in rete.

Il “problema” cinghiali”

Non a caso, come riporta un altro ente attivo nel campo, la Lega per l’abolizione della caccia, all’origine del sovraffollamento dei cinghiali, portatori di danni all’agricoltura e alla sicurezza civile, vi sono delle attività abusive di ripopolamento tutti documentati nella relativa pagina web (clicca qui) e sicuramente l’azione ed ingerenza dell’uomo nel ciclo naturale faunistico e riproduttivo causa uno squilibrio, minandolo. Tra l’altro, lì dove vi sarebbe l’esigenza in futuro di abbattere dei capi – nell’eventualità dell’abrogazione – potrebbero essere le autorità competenti ad interessarsi.

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