Sicurezza, migranti e Ong

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Matteo Salvini, Vicepremier dell’attuale governo giallo-verde e Ministro degli interni, asserisce che con la legge 132/218, da lui voluta, più comunemente denominata “decreto sicurezza”, ha ottenuto notevoli risultati nel settore della sicurezza dei cittadini.

C’è, invece, chi sostiene che se contrasti alla delinquenza, che viene erroneamente collegata alla immigrazione clandestina, si sono avuti, è stato per effetto delle leggi del precedente governo Gentiloni e, in particolare, dell’allora Ministro degli interni, Marco Minniti, il quale con maggiore sobrietà e riservatezza, ma anche con costruttiva caparbietà, aveva avviato un programma globale per arginare e regolare l’odioso fenomeno della immigrazione clandestina, negli ultimi anni aggravato dalla crisi della Libia dopo la morte del dittatore Gheddafi.

A tal proposito qualificati personaggi hanno avuto la pazienza di leggere le aggrovigliate norme attuali, comparandole con quelle precedenti, giungendo alla conclusione che quelle nuove nulla aggiungono alla efficienza delle precedenti, ma avrebbero l’alea della lesione dei diritti universalmente riconosciuti, annullando tutele che la nostra Costituzione sancisce, talché il cosiddetto decreto Salvini andrebbe a collocarsi tra le leggi a rischio di incostituzionalità, che negli ultimi mesi sembrano abbondare.

Il ministro Salvini tiene duro e tira avanti per la sua strada, interessato ad assecondare la pancia dei suoi elettori (e di una parte di quelli grillini), specialmente di chi ritiene che sia proprio questo il problema dei problemi, vale a dire il fermo contrasto al fenomeno della immigrazione che, sebbene molto ridotto rispetto al passato, per la percezione popolare sembra prioritario su tutto.

Ma non è questo aspetto, molto specifico e aggrovigliato, che desideriamo trattare in quanto la materia è allo stato molto fluida, quasi “volatile” (per indicarla con un termine tanto caro a chi si occupa di finanza) nel senso di “imprevedibile” e quini non agevolmente classificabile; lasciamo il tutto ai costituzionalisti e alla suprema Corte se e quando verrà interessata, cosa che non sembra imminente, pure se in tanti si stanno attivando per crearne i presupposti, a partire da diversi Presidenti di Regioni, affiancati e stimolati da numerosi Sindaci sui quali gravano le responsabilità e gli oneri anche economici derivanti dalla nuova legge. Ma in questa materia i Sindaci sono figure secondarie in quanto non hanno il potere di interessare la Consulta, prerogativa della Magistratura e dei Governatori.

Però, in attesa che la Corte costituzionale si pronunci, i sindaci dovranno sopportare i maggiori oneri, non solo economici, derivanti dalle nuove norme, trovandosi in prima linea a gestire il fenomeno degli immigrati, per il quale sono costretti ad attrezzarsi alla men peggio.

C’è anche da considerare che i sindaci di città marittime, come Palermo e Napoli, sebbene Salvini, arrogandosi prerogativa non di sua competenza, dica di aver chiuso i porti, hanno il potere di accogliere le navi a meno che quel blocco non lo disponga il Ministro delle Infrastrutture, il quale, come in precedenza, è assente e silente; il che fa riflettere sulla concordanza di vedute tra la Lega e i Cinque-stelle.

Perdurando tale silenzio nulla costringe i sindaci a non accogliere nei loro porti le navi; e, in considerazione che alcuni sindaci non solo non le rifiutano, ma chiedono esplicitamente di farlo, sorge una conseguente perplessità relativamente ai 49.migranti che da 17.giorni sono ospitati su due navi di organizzazioni umanitarie europee ferme nel mare antistante l’isola di Malta.

E giacché Malta non consente l’attracco, i due paesi europei ai quali le navi appartengono, Germania e Olanda, fanno orecchio da mercante, alla dichiarata disponibilità dei sindaci di Napoli e di Palermo di accoglierle non fanno seguito, vien da chiedersi cosa ci facciano ancora quelle due navi nelle acqua maltesi e perché non abbiano ancora raggiunto i disponibili porti di Palermo o Napoli, vista anche la mezza apertura dell’altro Vice-premier Di Maio e dello stesso Ministro Toninelli.

E’ conseguenziale, quindi, chiedersi perché la “Sea Eye” e la “Sea Watch 3” siano ancora lì; il ruolo di soccorritrici lo hanno svolto, i migranti sulle stesse sono come sul suolo olandese o tedesco, Olanda e Germania, come altri paesi dell’Ue fanno finta di niente, due porti italiani le hanno invitate ad attraccare, e loro sono ancora lì ferme: perché?

A questa domanda, più che legittima, non sappiamo cosa rispondere se non che un comportamento così ambiguo da parte delle O. N. G. dà adito a qualche riflessione, nel senso che non si sa con certezza se queste organizzazioni agiscano veramente per motivi umanitari, o non abbiano altri scopi.

Non dobbiamo dimenticare, infatti, che qualche anno fa il Procuratore capo di Catania, Antonio Zuccaro, espresse riserve sulle O.N.G. e sui loro comportamenti, e anche a giugno scorso ha sostenuto che esse fanno parte del sistema che aiuta i trafficanti (Il Giornale – 18.6.2018).

Probabilmente, e senza voler in alcun modo giustificare il comportamento del Ministro Salvini, questa può essere la risposta alla nostra domanda.

 

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