Rifiuti, la necessità di recuperare quel senso di consapevole partecipazione

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foto Gabriele Durante

Si è tenuto ieri sera all’hotel Maiorino l’incontro pubblico dal tema “Rifiuti, quali prospettive?” organizzato dalla neo costituita associazione INCONTRI, in collaborazione con il nostro giornale.

Un evento di grande levatura, introdotto dal dott Antonello Barretta e moderato dal nostro direttore Pasquale Petrillo, grazie al contributo fornito dal Prof. Giovanni De Feo,  Associato della Facoltà di Ingegneria della Università di Salerno, che ha reso un argomento ostico, come i rifiuti, una occasione di dibattito vivace e formativo.

Un tema di grande attualità  non sempre noto ai più finanche nella corretta modalità di raccolta domestica.

Il tema è stato affrontato dal relatore con grande professionalità ed equilibrio ma soprattutto  con quella leggerezza anche espressiva  propria di chi alla  padronanza della materia associa grande capacità di  divulgazione.

Giudizio unanimamente confermato dagli applausi, del folto e attento uditorio, che hanno scandito l’intervento.

Eppure il tema era di non facile trattazione per le tante criticità connesse e diverse modalità di approccio  e scivolare nella faziosità ideologica ovvero generare disorientamento e preoccupazione, un rischio incombente.

Di contro il tutto è avvenuto in un clima di grande equilibrio e serenità, cercando di affrontare in maniera sistemica il problema che, in Campania, resta una criticità  annosa e non ancora risolta.

Sono stati analizzati modelli organizzativi di altre regioni grazie alla testimonianza del dott. Antonio Corona che di occupa di management del ciclo integrato dei rifiuti in Basilicata.

Dal dibattito che ha visto la interazione del pubblico sono emerse le seguenti necessità per la Regione Campania:

1) Implementare la filiera istituzionale in materia di gestione dei rifiuti;

2) Politiche di riduzione della Tari riducendo progressivamente la produzione della frazione umida  a partire da una corretta raccolta domestica;

3) Ridurre progressivamente i conferimenti fuori Regione e quindi i costi, potenziando su scala regionale le dotazioni infrastrutturali a partire dalla realizzazione di nuovi termovalorizzatori ad integrazione di quello di Acerra.

Restringendo il campo di osservazione su scala comunale, appare necessario migliorare il sistema di raccolta, stoccaggio provvisorio e smaltimento anche per fronteggiare la emergenza regionale che il fermo dell’impianto di Acerra, prevista a Settembre prossimo per manutenzione programmata, determinerà.

Insomma, dall’interessante dibattito è  emerso, ove ancora residuassero  dubbi, che il Rifiuto, nella sua corretta accezione di materiale di raccolta della attività umana, se ben gestito, può trasformarsi da emergenza cronica in risorsa per la Campania oltre che strumento efficace  per il radicamento  del senso civico a partire dalle scuole.

La folta e  qualificata partecipazione, anche di tante organizzazioni ed istituzioni, testimonia inequivocabilmente l’interesse dei cittadini cavesi verso le tematiche attuali  soprattutto se affrontate attraverso un approccio obiettivo dove  si privilegi l’esame ragionato delle possibili soluzioni e la illustrazione di  esperienze positive, già sperimentate altrove,  alla muscolare contrapposizione di posizioni ideologiche che si riducono spesso in accuse politiche e mai in proposte concrete e di prospettiva.

Forse si è finalmente intrapreso in città, dopo un decennio di stallo, un viatico che porti a recuperare quel senso di consapevole partecipazione alla vita della città per discutere di temi e criticità ma anche per avviare un proficuo  confronto tra quanti vorranno cimentarsi nella elaborazione di una proposta di governo credibile ed efficace.

Magari alternativa a quella dell’attuale Amministrazione in nome di quel decoro e qualità, invocati in chiusura di evento  da Gigetto Durante, che in passato ha contraddistinto Cava rendendola attrattiva e prospera pur con i suoi limiti orografici dovuto alla assenza del mare o di aree estese per insediamenti industriali rispetto ai territori limitrofi.

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