POTPOURRI Buon Natale… nonostante Boschi, Trump e Israele

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foto Gabriele Durante

LA BOSCHI E IL PD – Dalle udienze della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul sistema bancario negli ultimi anni stanno emergendo cose incredibili, che vanno oltre le deficienze dei controlli da parte di Consob e Bankitalia. Una cosa però emerge, vale a dire che né la Boschi, né Del Rio, né altri esponenti del Governo Renzi abbiano mai forzato interventi per la salvezza di Banca Etruria e altre. Ciononostante le opposizioni, palesi (leghisti e grillini) e mascherate (Travaglio e il Fatto Quotidiano, oramai schierati fans dei grillini), stanno mettendo in croce la Boschi, Renzi e il Governo passato e in carica. Tutto ciò non sconcerta più di tanto, ma ciò che appare stupido è l’accanimento del PD a difendere la posizione della Boschi, ma ancora di più l’attaccamento della Boschi alla poltrona, il che non aiuta il PD a superare il momento di crisi. Bene farebbe la Boschi a fare un atto di coraggio e dimettersi spontaneamente; decisione che andrebbe a vantaggio della sua immagine e del PD.

IL NATALE DEGLI ULTIMI – Tiene banco in questi giorni la decisione del Sindaco di Como, Mario Landriscina, sostenuto da una coalizione di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, anti-clochard, la quale, sebbene fondata su un recente decreto del Ministro Minniti sulla difesa del decoro urbano, sembra a dir poco inopportuna sia per periodo di temperatura rigida sia per le imminenti festività natalizie che dovrebbero predisporre gli animi ad un maggiore senso di accoglienza e di umanità: sentimenti che non hanno ispirato il Sindaco nel momento in cui ha firmato l’ordinanza, ma che non l’hanno fatto nemmeno riflettere nel momento dei risultati della stessa, allorquando non solo sono stati allontanati i volontari che quotidianamente si recavano sotto i portici della città per distribuire agli intirizziti clochard bevande calde e biscotti, ma sono stati anche allontanati questi infelici fratelli senza dar loro una alternativa.

TRUMP E ISRAELE – La decisione del Presidente Trump di trasferire l’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, che è l’implicito riconoscimento della stessa quale capitale di Israele, non solo ha scatenato una nuova e violentissima “intifada” con decine di morti e centinaia di feriti, ma ha creato una spaccatura a livello internazionale tra i paesi dell’Onu, tutti schierati contro gli Usa e Israele. Vero è che la decisione di trasferire l’ambasciata è stata presa alcuni decenni addietro, ma è anche vero che vari Presidenti Usa prima di Trump non hanno ritenuto di attuarla per evitare di innescare altre reazioni nella già problematica convivenza tra palestinesi, che si sentono invasi e privati dal proprio territorio, e gli israeliani accusati di essersi appropriati, dopo la seconda guerra mondiale, di una parte del suolo palestinese per creare, finalmente,  il proprio stato. Ma a parte ciò, la decisione di Trump innesca in quello scacchiere una pericolosa reazione della quale certamente il mondo intero avrebbe fatto volentieri a meno  in considerazione delle innumerevoli tensioni esistenti nel medio e estremo oriente. Gli uomini politici, specialmente quelli nelle cui mani è il destino del mondo, dovrebbero affrontare i problemi con grande equilibrio, che purtroppo in tanti di essi manca.

IL SANTO DEL GIORNO – Ricevo quotidianamente, oramai da diversi mesi la indicazione dei Santi che la Chiesa festeggia. La totalità delle immagini che accompagnano le indicazioni fanno venire l’angoscia; le immagini dei Santi sono tutte tetre, i volti sono perennemente sofferenti, gli abbigliamenti scuri quando i corpi sono coperti, per non parlare dei corpi scoperti di molti di essi che mettono in mostra crudeltà incredibili. Che i martiri abbiano subito supplizi è atrocità non è una novità, Gesù Cristo per primo ha subito una dei martiri più terribili che si possano immaginare. Ma chi continua a propagare tali angosciose immagini non credo faccia bene alla Chiesa, la quale negli ultimi anni, finalmente sta tentando di trasmettere un messaggio di gioia, che ben si accompagna all’atteggiamento dell’attuale Papa Francesco il quale non perde occasione per dire che essere cristiani non è un dramma, un dolore, una sofferenza, almeno per noi che viviamo in paesi adeguatamente tolleranti, a volte pure troppo.

BUON NATALE – E’ un piacere, oltre che un dovere, augurare ai lettori di questo giornale un sereno Natale, ricco di intimità, di pace con se stessi e col prossimo, da trascorrere possibilmente con i propri familiari, ricordando quello che significa questa ricorrenza. Nulla da dire, per carità, contro la gita “fuori porta” o magari più lontano; i 15.milioni di connazionali che vanno in vacanza sembrano una realtà che si va nuovamente consolidando, segno che torna la fiducia e qualche soldo comincia nuovamente a girare; ma non dimentichiamo anche le funzioni religiose che accompagnano la natività di nostro Signore, le quali fanno bene ai nostri figli, specialmente quelli di minore età, ma certamente anche a noi adulti, genitori, nonni o altro.

 

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