Politica, grazie alla tregua di Babbo Natale

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Per chi ci crede Babbo Natale dispensa sogni ed esaudisce desideri. Per chi non ci crede è la metafora del Papà che ascolta, rassicura, dà senso al valore del dono, come scambio di affetti, e ricompone un’idea di famiglia. Con il sorriso conferisce un’anima ai regali: ricchi e poveri, colorati e in bianco e nero. Li riscatta dal pragmatismo consumistico caricandoli di sorpresa immaginifica, almeno per un giorno ed una notte. Ma nel suo sacco non manca il pacco di riflessioni per giovani ed anziani sulla quotidianità di una pandemia subdola e resistente che genera inquietudini sanitaria, economica e sociale.

Sul punto nel vocabolario di Babbo Natale non ci sono parole risolutive ma di speranza che spetta alla politica organizzare, mutuandone impegno e missione dalle parole di esortazione pranziate da Giovanni Paolo II nel corso di una sua visita pastorale a Napoli.

Alle cronache il ring della politica è attivo e non è prevedibile come si concluderà, ai punti o per ko, lo scontro o chiarimento, che dir si voglia, tra Matteo Renzi ed il Premier Giuseppe Conte.

Sul tappeto è fermo il contenzioso sulla progettazione dell’uso e della gestione delle risorse del Recovey Fund più opportunamente appostate per la Next Generation Eu.

La loro definizione potrebbe essere il miglior pacco da estrarre dal sacco di Babbo Natale o dalla Calza della Befana.

E’ bello vivere le atmosfere dell’infanzia ma non è detto che la tregua non detti buoni consigli agli adulti divenuti o eletti Papà per fare del Buongoverno.

Grazie a Babbo Natale ed a risentirci con “buone notizie”, se ci saranno.

Auguri.

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