Politica, fine di una stagione e se ne apre un’altra

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Il Presidente Sergio Mattarella (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, lunedì e martedì, renderà al Parlamento comunicazioni sulla crisi di Governo innescata dalle dimissioni di due Ministri e di un Sottosegretario di Italia Viva.

Qualunque sarà l’esito del confronto nelle aule di Montecitorio e di Palazzo Madama c’è da mettere in conto la fine di una stagione politica e l’inizio di una nuova in cui Conte è predestinato ad avere e/o recitare un ruolo di attore protagonista.

Le manovre in atto di recuperare “responsabili” o “costruttori” od anche “voltagabbana”, che dir si voglia, al fine di dare vita ad uno spazio politico che ha lui come riferimento lo proietta verso la leadership di una propria formazione politica che finora non ha avuto a sua somiglianza, se non come riflesso delegato dal M5S. Il che è una novità non di poco conto per gli equilibri ed i rapporti di forze nell’attuale e futura geografia politica italiana.

Come dire che il bruco divenuto farfalla è libero di volare consapevole della debolezza o incertezza altrui che gli agevolano di battere le ali, con sufficiente autonomia, sull’emergenza pandemica e socio-economica.

Il raggiungimento o no al Senato del quorum che gli consente o gli nega la fiducia ha un valore numerico per vincere ai punti il primo round del duello rusticano ingaggiato con Matteo Renzi. Diversa è la conseguenza sulle prospettive di sopravvivenza e di agibilità del Governo, venendo meno, salvo ripensamenti, il sostegno di chi ne ha ispirato o facilitato la nascita.

Non è la stessa cosa, sul piano politico, rimpiazzarlo con una pattuglia di “ex” elevati da brutti anatroccoli in cigni.

La metafora evoluzionista si pone anche per il PD: se e quanto sia disponibile ad ingoiare rospi pentastellati ed a subire possibili erosioni elettorali lasciando il ruolo di principe  a Conte ed ai suoi “costruttori”.

Non è esagerato prefigurare un passaggio epocale verso nuove avventure, con o senza anticipo del ricorso alle urne. Al di là delle sgrammaticature istituzionali che hanno caratterizzato l’esperienza di Governo durante la emergenza pandemica, la vita scorre anche per il teatrino della politica di cui, parafrasando Anton Cechov, “non sono ammesse le prove”.

Prevenire la scrittura di improbabili sceneggiature fa parte dei poteri di persuasione esercitabili dal Presidente della Repubblica.

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