La Diciotti, l’Europa, la destra e Salvini

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foto tratta dal profilo Fb

Nel mentre stavo scrivendo questo articolo la nave militare Diciotti, da circa una settimana ancorata nel porto di Catania con 150 migranti, è stata autorizzata a far sbarcare il carico umano bloccato su di essa; 100 verranno ospitati in strutture della Chiesa ad Ariccia, gli altri dall’Albania e dall’Irlanda.

Nel mentre un ringraziamento doveroso va alla Chiesa, all’Albania e all’Irlanda, è il caso di tirare un sospiro di sollievo per la soluzione di questa vicenda che si protraeva da troppi giorni e per la quale non sembrava potersi aprire uno spiraglio dopo l’ennesimo flop del 24 agosto per il mancato interessamento dell’UE in proposito, cosa che peraltro tutti avevano previsto.

Non è mai una cosa buona per cittadini responsabili esasperare i problemi fino a portarli alle estreme conseguenze, tali da provocare soluzioni traumatiche e peggiori dei mali che si vorrebbero sanare o rotture che possono divenire insanabili.

Lo stesso, ovviamente, dovrebbe valere per i personaggi politici che sono doppiamente responsabili, sia come cittadini, sia perché i loro comportamenti sono immagini di riferimento per gli elettori, e vanno perciò uniformati a canoni etici imprescindibili.

La vicenda della nave militare guardacoste Diciotti, stava diventando insostenibile, sia dal punto di vista pratico sia da quello psicologico, oltre che legale, e non solo per i migranti che sulla stessa sembravano sequestrati o imprigionati, ma principalmente per le nostre Istituzioni, che ancora mi ostino a indicare con iniziale maiuscola per il rispetto che qualunque cittadino deve loro, ma che sembra non doversi da parte di coloro che debbono (o dovrebbero) rappresentarle con dignità e onore.

Si è rasentando il ridicolo: una nave militare italiana, quindi una parte del territorio italiano, ferma in un porto italiano, con a bordo 150 disgraziati che in pratica erano già sul territorio, sia pure galleggiante, italiano, e il Ministro degli interni Matteo Salvini ha tenuto in uno stato di sequestro o di prigionia sulla base di non si sa bene quali leggi, a norme o regolamenti che egli stesso non ha saputo indicare, fermo però nel proposito di non farli sbarcare, in un insostenibile braccio di ferro con l’UE con la speranza di ottenere dalla stessa un aiuto, comunque negato, nonostante i pugni che a giugno egli e il frastornato Conte sono andati a sbattere sul tavolo della Commissione Europea di Bruxelles, e le roboanti dichiarazioni da essi fatte al ritorno.

In queste considerazioni non mi sono lasciato influenzare dalle condizioni in cui si dice che versassero sulla nave i migranti ancora forzatamente imbarcati: certamente non sono stati i momenti peggiori della loro vita e del viaggio che hanno affrontato per venire in Italia, e di quelli che vivranno in futuro.

“Da questo Consiglio Europeo esce un’Italia che non è più sola” aveva detto Conte, che aveva pure dichiarato di aver ottenuto il 70.per cento di quanto richiesto. E lo stesso Salvini si dichiarava soddisfatto del risultato.

In pratica, abbiamo constatato, a distanza di circa due mesi, che purtroppo l’Italia ha ottenuto praticamente niente.

Orbene, è chiaro che tutte le persone di buon senso non possono non essere risentite nei confronti della CE per l’inerzia sul problema dei migranti, che da anni l’Italia è lasciata da sola a risolvere.

Ma se in sede europea l’Italia non riesce ad ottenere quello che chiede, non si può scaricare tutto su un gruppo di disgraziati, ingaggiando, sulla loro pelle, un braccio di ferro con l’UE che ci ha reso ridicoli agli occhi del mondo intero, e questo indipendentemente da tutte le collegate questioni legali e normative sulle quali ci si interroga.

Vi è un altro aspetto assurdo da considerare, e ciò è che il Ministro delle infrastrutture aveva autorizzato l’attracco della nave in quel porto, cosa che ovviamente Salvini non aveva visto di buon occhio bloccando gli sbarchi, pure non essendo di sua competenza.

Il che sta pure a significare che in questo governo ognuno va avanti sulla propria strada, senza che ci sia un minimo di coordinamento che spetterebbe all’assente premier il quale anche in questa vicenda quasi non si è visto nè sentito.

Ma a cosa mirava (e mira) il Ministro degli Interni?

Forse Salvini, oltre a contrastare il fenomeno dell’immigrazione in maniera tanto plateale, punta ad una Italia fuori dall’Europa, magari facendo rientrare dalla finestra quel progettato “piano B” ipotizzato da Paolo Savona per una Italy-exit, cosa che il minacciato mancato pagamento dei contributi europei farebbe intendere.

Ma questo rapporto conflittuale con l’UE può ancora andare avanti così? E per quanto tempo ancora?

Fortunatamente la vicenda della Diciotti si è risolta, ma se dovesse ripresentarsi un altro caso analogo (che certamente si presenterà), e Salvini si intestardisse sulla sua posizione intransigente, ci si chiede se potrebbe qualcun altro intervenire, scavalcandolo.

Visto che, purtroppo, il Premier Conte in questo governo sembra avere scarsa voce in capitolo, potrebbe intervenire il Presidente Mattarella il quale, come Capo delle Forze Armate, una voce in capitolo pure ce l’ha.

Certamente è un problema la cui soluzione non è facile: un intervento di imperio che sconfesserebbe Salvini potrebbe portare ad una crisi di governo, con tutte le conseguenze; ma mi chiedo se una crisi non sia, in pratica, già in atto, visto che la componente grillina del governo, nonostante le dichiarazioni di facciata, pure ha vissuto questa vicenda con grande disagio in quanto, come è stato scritto da un autorevole commentatore politico, i 5Stelle “si comportano come intimoriti reggicoda” nei confronti di Salvini e della Lega i quali starebbero brigando per elezioni anticipate certi di un successo elettorale che li avvicini ai voti grillini e ai danni dei grillini stessi, visto che altrove è improbabile che possano pescare.

E tutto lascia anche pensare che verso una crisi si stia orientando lo stesso Salvini, il cui atteggiamento intransigente fa crescere putroppo i consensi popolari alla Lega.

Ora però c’è un fatto nuovo che pure è degno di considerazione, vale a dire l’inchiesta avviata dalla Procura delle Repubblica di Agrigento che ha iscritto Salvini e due Dirigenti del suo Ministero nel registro degli indagati per i reati di sequestro di persona, abuso d’ufficio e arresto illegale, e non da un Giudice non di primo pelo, ma dal Procuratore Luigi Patronaggio, il quale ha partecipato ad inchieste importanti anche per reati di mafia.

E questa non è la prima grana giudiziaria per Salvini, visto che è stato già denunciato qualche giorno fa ai sensi della Legge Mancini per istigazione all’odio razziale.

Quindi questo Ministro, nonostante le guasconate quotidiane, sta giocando col fuoco, in quanto sembra non aver ancora capito che siamo in uno stato di diritto, e non a chiacchiere: tutti, dal Presidente della Repubblica all’ultimo cittadino, debbono sottostare alla Costituzione e alla legge e nessuno, nemmeno politici, ministri e altri possono sottrarvisi; questo è lo stato di diritto in un paese democratico.

Ed è un male minacciare i giudici, da parte dei salviniani e dei leghisti di ferro: “Toccate Salvini e veniamo a prendervi a casa” è il messaggio pubblicato su FB da Giuseppe Bellachioma, segretario regionale della Lega in Abruzzo e deputato del Carroccio, che compare proprio accanto a Salvini in una foto, segno evidente che il Ministro ha “gradito” questa attenzione nei suoi confronti: atteggiamento ulteriormente inqualificabile da parte di un Ministro degli Interni, oltre che chiaro sintomo di un modo di pensare  che riporta a tempi veramente tristi e bui della nostra storia, quelli del passato regime fascista.

E’ chiaro che c’è chi alla legge non intende sottostare, e questo è molto grave; ma nemmeno il tanto criticato Berlusconi era giunto a eccessi di tal genere: nessuno può non riconoscere che l’ex Cavaliere ha fatto cose riprovevoli, ma almeno si è preoccupato di farsi coprire da leggi ad hoc, quelle famose “leggi ad personam” che quanto meno lo hanno messo al riparo da azioni giudiziarie per specifici reati.

Orbene, che molti si siano orientati a destra è un fatto; ma se è questa la destra in Italia siamo veramente messi male: gli elettori della vera destra, quella che ha tradizioni democratiche, dovrebbero chiaramente dissociarsi e isolare questa deriva che sta spingendo il paese verso i valori più negativi, forse verso un baratro, e non è un fatto positivo che si debba sperare nell’intervento dei giudici per arrestare tale percorso.

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