Con Draghi per la ripresa del Paese e a difesa del Mezzogiorno d’Italia

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foto tratta dal profilo Fb della Camera dei Deputati

Nei periodi di guerra non si può non restare uniti per sconfiggere il nemico comune, per cui non c’è contraddizione che tenga e tutto è permesso. Bene, quindi, hanno fatto tutti a mettersi insieme, male hanno fatto coloro che son rimasti fuori non avendo forse capito la delicatezza del momento.

Stiamo parlando del nuovo governo che sta per nascere, quello del presidente Mario Draghi.

Tutti i partiti, tranne Fratelli d’Italia, superando ogni possibile ostacolo politico, culturale e umano, hanno assicurato la loro adesione alla maggioranza che dovrà sostenere il governo Draghi.

Speriamo almeno che non si mettano di traverso, magari fingendo astensionismi o voti favorevoli ad oggetto e soggetto .

Giorgetti (Lega) ha dimostrato alto senso di responsabilità e giudizio nel convincere Salvini che così, come dire, si è “salvato”. Insomma, il leader leghista ha colto al balzo l’occasione di legittimarsi come un nuovo interlocutore nei confronti dell’Europa che oggi, a differenza di ieri, ci dà bei quattrini e neanche a strozzo. E questo dopo che a Bruxelles finora Salvini non era solo visto ma anche collocato senza alcuna remora tra i politici più “brutti, sporchi e cattivi”.

Come per Giorgetti, la stessa cosa dicasi di Berlusconi, il quale, tra l’altro, qualora avesse esitato nell’avvinghiarsi politicamente a Draghi, avrebbe rischiato una ulteriore emorragia delle sue già esigue truppe, che lo avrebbe così lasciato solo con quattro gatti e Dudù.

Ora ci sarà il Governo dei migliori che durerà fino a quando Draghi, salvatore della Patria, non diventerà Presidente della Repubblica. Almeno queste sono le previsioni dello scenario prossimo futuro più probabile.

In tutto questo bailamme, non resta che impegnarsi e sollecitare attenzione a difesa del Mezzogiorno d’Italia, il cui sviluppo e crescita sono una condizione indispensabile ed imprescindibile per aiutare l’intero Belpaese a riprendersi economicamente, socialmente e produttivamente, dopo il deserto prodotto dalla pandemia.

Non resta che incrociare le dita, fare il tifo per Draghi e lavorare per il futuro del nostro Paese e del suo Sud.

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