Addio a Ettore Scola

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“E’ stato testimone di un’Italia che ci piaceva” ha detto Lina Sastri di Ettore Scola, il grande regista cinematografico italiano morto martedì scorso all’età di 85 anni.

Ettore Scola è stato uno dei maggiori rappresentanti della cinematografia italiana, dopo essere stato vignettista umoristico e sceneggiatore di opere di successo anche per la Rai.

Poi, dal 1964, si è dedicato esclusivamente al cinema, ma il primo successo l’ottiene nel 1968 con Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? con Alberto SordiNino Manfredi e Bernard Blier.

Ettore Scola, in mezzo secolo, ha diretto una trentina di film, tutti di grande valore artistico ed impegno sociale, avvalendosi di attori di grande pregio, prevalentemente italiani, pure non disdegnando artisti d’oltralpe come Bernard Blier, Fanny Ardant, Philippe Noiret.

Le sue opere più note, e che sono rimaste nel cuore degli italiani, sono C’eravamo tanto amati del 1974, il suo capolavoro, interpretato da Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores, Stefania Sandrelli, Giovanna Ralli, Aldo Fabrizi: un film che con eleganza e raffinatezza ripercorre trent’anni di vita del nostro paese, dalla fine della seconda guerra mondiale alla fine del boom economico.

Ma è indimenticabile anche Una giornata particolare, con una splendida Sofia Loren e un appassionato Marcello Mastroianni (nella foto), opera di grande delicatezza che racconta la storia di due solitudini, quella di Antonietta, sposata con un gerarca fascista tutto fede e moschetto, madre di sei figli e ciononostante sola per non avere con chi condividere la propria esistenza, e Gabriele, radiocronista della Rai licenziato perché omosessuale, che si incontrano per caso in occasione della visita in Italia di Adolf Hitler a Roma nel 1938 e si raccontano le proprie miserie, le rispettive paure, i loro sogni, in un intenso rapporto affettivo che dura solo poche ore.

Da non dimenticare alcune delle più belle opere di Ettore Scola: La più bella serata della mia vita, del 1972, alcuni episodi del film collettivo I nuovi mostri, del 1977Romanzo di un giovane povero, del 1995Il commissario Pepe del 1969, Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca del 1970Brutti, sporchi e cattivi del 1976La terrazza del 1980 , La famiglia del 1987,  Splendor del 1988, Che ora è? del 1989,  La cena, del 1998, Concorrenza sleale del 2001, Gente di Romasemi-documentario  del 2003, Che strano chiamarsi Federico, del 2013, dedicato a Federico Fellini nel ventennale della sua scomparsa.

Nel corso della sua carriera cinematografica ha vinto sei David di Donatello e ha ricevuto quattro nomination al Premio Oscar per il miglior film straniero.

Ettore Scola  non ha mai nascosto le sue simpatie politiche per la sinistra ed è stato sempre socialmente impegnato contro le ideologie autoritarie e prevaricatrici. Ha sempre avuto un occhio di riguardo per le diversità, per chi soffre di miserie materiali e morali, ha efficacemente stigmatizzato le cattiverie dei “brutti, sporchi e cattivi”, ha guardato con rispetto e umana pietà gli emarginati (come i protagonisti di “Una giornata particolare” e Nicola,  il professore nocerino di “C’eravamo tanto amati”) ed ha avuto un occhio particolare per la famiglia e le sue tradizioni e per quello che essa rappresenta nella società (“La Famiglia”).

Con la morte di Ettore Scola l’Italia perde un altro dei suoi grandi registi del secolo scorso, uno di quelli che hanno fatto grande la cinematografia italiana portandola a competere alla pari con quella mondiale.

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