scritto da Redazione Ulisseonline - 29 Ottobre 2015 09:00

Salerno, “La Grande Guerra” il film di Mario Monicelli raccontato da Adolfo Gravagnuolo al Rotary

 “Un’inutile strage”. Con queste due parole Papa Benedetto XV, nel 1917, tuonò contro la Prima Guerra Mondiale che costò la vita a milioni di soldati e civili.

A ricordare quelle parole e quel  periodo  tragico per tutta l’Europa, è stato il dottor Adolfo Gravagnuolo, esperto di cinema che, durante l’incontro intitolato “La Grande Guerra” di Mario Monicelli, un manifesto contro la retorica del militarismo e dell’eroismo”, organizzato al Grand Hotel Salerno  dal Presidente  del Club Rotary Salerno, il dottor Vittorio Salemme, ha raccontato alcuni particolari di uno dei migliori film italiani sulla guerra.

“Uno dei capolavori della storia del cinema”, ha sottolineato Adolfo Gravagnuolo che ha inquadrato cinematograficamente il film del 1959 diretto da Monicelli,  prodotto da Dino De Laurentiis e interpretato da Alberto Sordi e Vittorio Gassman.

“Già a partire dal 1958, dopo il neorealismo,  c’è una nuova ondata nella cinematografia italiana che prende in considerazione l’ironia, le incongruenze italiane e  la satira del potere. Tra gli ottimi registi che fanno parte di questa cinematografia c’è Mario Monicelli, che gira una pellicola che dà una diversa lettura della guerra: onesta , concreta, vivace, corale. Nello sviluppo della sua regia Monicelli adotta anche delle posizioni aderenti al neorealismo, soprattutto quando deve descrivere i soldati che sono braccianti, contadini, analfabeti, provenienti soprattutto dal Sud. Si esprimono esclusivamente nei loro dialetti e trascinano sui campi di guerra le consuetudini dei loro luoghi di origine. Monicelli descrive una convivenza forzata, piena di posizioni etniche diverse. Per la prima volta si va a rappresentare una nuova coscienza nazionale. Monicelli non adopera le nuove tecniche del cinema, ma una tecnica quasi primordiale: pochi primi piani, poca luce. Legge la storia secondo il senso comune delle cose: inaugura un revisionismo storico dei fatti accaduti durante la prima guerra mondiale”.

Gravagnuolo ha ricordato che quando il film uscì nelle sale fu definito dai critici un film “nazional popolare: “Una critica assolutamente sbagliata. Questo film è ricco di contenuti. Monicelli, attraverso il suo film, ci dice che: Il popolo non decide la storia, ma fa la storia.  Nel caso della  prima guerra mondiale la storia è stata decisa dai politici e dalle autorità militari, ma è stata fatta dai soldati  che conoscevano la povertà e  il sacrificio della sopravvivenza e che non ritenevano quella la loro guerra”.

Gravagnuolo ha raccontato che il film di Monicelli vinse il Leone d’oro al Festival del Cinema di Venezia e ottenne un enorme successo anche all’estero.

“I due protagonisti, Gassman e Sordi, rappresentano due italiani di media cultura che non hanno alcuna  attitudine ad essere belligeranti, sono due lavativi che cercano in tutti i modi di evitare di  andare in guerra  e soprattutto di andare in trincea  sui campi di guerra. Nella prima parte del film c’è la comicità, la satira e il grottesco mentre nella seconda parte il film si incanala in una grande e crescente tragedia. I due protagonisti sono umani, degli antieroi, anche se nel finale moriranno con coraggio, da eroi”.

Gravagnuolo ha ricordato anche alcuni altri attori del film come Romolo Valli, Nicola Arigliano Livio Lorenzon  Silvana Mangano e Tiberio Murgia e i dati agghiaccianti della Prima Guerra Mondiale: “E’ stata un grande dramma. Una carneficina. Sono morte 351.000 persone. 930.000 persone sono tornate dalla guerra ferite o invalide. 600.000 sono stati i dispersi. Con il film di Monicelli s’inizia un processo di revisione storica di questa guerra. E’ un film fortemente patriottico, ma antieroico”.

Il Presidente Vittorio  Salemme ha ricordato che le verità sulla grande guerra sono state tenute nascoste per tanti anni: “Tutti i plichi che riguardavano quell’evento sono stati chiusi nell’Archivio Generale dello Stato per oltre cinquant’anni e non potevano essere consultati”. Durante la serata alla quale ha partecipato il giovane Francesco Paolo Gravagnuolo, è stata nominata nuova socia del Club la dottoressa Patrizia Russo Spirito, presentata dalla socia Mariella Calabrese.

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