Salerno, incontro sulle capacità terapeutiche dell’antica arte del cucire

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“L’arte del cucire, la manualità di questo lavoro, arreca un beneficio, non solo psichico, ma anche fisico determinando un effetto terapeutico. Infatti, la gestualità delle mani impegna le articolazioni della parte superiore del corpo, migliorando la perfusione sanguigna. Il cambiamento continuo della postura, dall’ortostatica alla posizione seduta, mantiene continuamente attive le varie parti muscolari del corpo”.

A svelare le capacità terapeutiche dell’antica arte del cucire è stato il dottor Carlo Montinaro, pediatra, Dirigente  responsabile del reparto di Pediatria dell’Ospedale “Villa Malta” di Sarno e Preside della  “Nuova Scuola Medica Salernitana”, presieduta dal dottor Pio Vicinanza, durante l’incontro “Gli effetti terapeutici della creatività”.

Organizzato nella Sala Convegni dell’Ordine dei Medici, dalle associazioni “Nuova Scuola Medica Salernitana”;  “Civitas Hippocratica”; “Marco Levi Bianchini”; “50&Più”; “Parco Storico Sichelgaita” e dall'”Ordine dei Medici”, in occasione del quale l’incontro  è stato l’occasione per presentre una interessante pubblicazione, “Antonella Di Donfrancesco. La moda nell’evoluzione del linguaggio e della tecnologia delle sartorie. Semplicità di un’artista del Sud”.

Scritta dallo stesso professor Montinaro, scritta insieme agli architetti Rossella Bicco e Francesco Capaldo ed alla biologa Tiziana Limodio,  dedicata all’evoluzione storica della moda, dal  basso medioevo fino alla fine del ‘900: “Una delle prime donne nel medioevo a Salerno che abbia avuto un interesse per la cultura del vestire è stata la Principessa Sichelgaita”  ha spiegato il professor Montinaro.

Nella seconda parte il volumetto è dedicato  ad  Antonella Di Donfrancesco, una delle sarte e stiliste  più  affermate e conosciute nella provincia di Salerno, madre del dottor Montinaro.  Dopo i saluti del dottor Mario Colucci, Presidente del “Centro Studi Hippocratica Salerno”, la dottoressa Maria Laura Vigliar, Vice Sindaco di Nocera Inferiore,  ha ricordato di essere stata  a lezione di taglio e cucito dalla signora Di Donfrancesco, prima di intraprendere gli studi universitari. “Un’ esperienza grazie alla quale ho acquisito la consapevolezza del fatto che qualsiasi lavoro, mestiere o professione, richiede passione, studio e impegno se si vogliono superare i limiti della mediocrità ed aspirare all’eccellenza”.

A raccontare, con un po’ di commozione,  dell’eccellenza raggiunta dalla signora Di Donfrancesco, conosciuta oltre i confini della città di Nocera Inferiore, dove visse dal 1964 al 2008, anno in cui morì,  è stato il figlio,  il professor Montinaro.

“Mia madre riusciva a modellare capi molto difficili ed impegnativi tanto che le clienti venivano da ogni parte, non solo dall’Agro, ma anche da Napoli e Salerno.  E’ stata una donna che ha fatto della sua arte un bene per la gente comune nella cui memoria è tracciato il suo nome”. Anche la stilista Rosy Cuomo, direttrice dell’atelier “Giglio d’oro” di Nocera Inferiore, ha ricordato, nella pubblicazione, che la signora Antonia collaborava con lei nel confezionare degli abiti da sposa per le sfilate, durante la realizzazione di alcuni film ad Amalfi, negli anni ’70, con Nino D’Angelo, Ninì Ingrassia, Gigi Sabani, Nino Taranto e tanti altri.

La professoressa Clotilde Baccari Cioffi, Responsabile del “Parco Storico Sichelgaita”  ha  sottolineato che “Anche parlare di moda rappresenta una maniera di fare storia”, mentre la professoressa Rosa Volpe, Responsabile del Comitato Donne della 50&Più, ha  ricordato le maggiori stiliste italiane: “Dalle sorelle Fontana a Krizia, a Laura Biagiotti, a Luisa la sarta, creatrice della “Moda Positano”.

Ad impreziosire la  copertina del piccolo scritto, un suggestivo dipinto della pittrice Angelina Silvestre, “La ricamatrice sotto le stelle”.

Un quadro in rame a sbalzo, realizzato dall’artista  Anna Rita De Prisco, ornava il tavolo dei relatori.  Tanti i ragazzi dell’Istituto Santa Caterina – Amendola, presenti con i docenti e la  Preside Anna Rita Carrafiello. 

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