Salerno, inaugurato l’Anno Giudiziario del Tribunale Ecclesiastico

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“Oggi c’è la  paura di impegnarsi stabilmente in un rapporto che duri per sempre. A volte ci sono le convivenze, ma sono in  calo anche i matrimoni civili”.

Lo ha sottolineato Monsignor Michele Alfano, Vicario  del Tribunale  Ecclesiastico Giudiziale Salernitano Lucano, durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2015 che si è tenuta ieri mattina, nel “Salone degli Stemmi” del Palazzo Arcivescovile.

Anche nella Diocesi  di Salerno, negli ultimi anni,  c’è stato un calo di matrimoni  religiosi pari a  circa il 20% .

Monsignor Alfano ha illustrato le statistiche delle cause di nullità di matrimonio, celebrate nell’anno giudiziario 2014: “Abbiamo avuto 78 nuove cause incardinate , 98 decise,  delle quali l’80% affermative e il 20 % negative.  Statisticamente il primo capo invocato è quello per l’esclusione dell’ indissolubilità, con ben 42 capi con esito affermativo e 16 con esito negativo; abbiamo poi i capi con l’esclusione della prole, con 19 casi affermativi e 12 negativi; i capi  di  grave discrezione di giudizio, con 17 capi affermativi e 8 negativi e quasi lo stesso numero di capi ( 14 affermativi e 9 negativi),  per incapacità di sostenere  gli oneri coniugali a motivo di problematiche psichiche da parte di uno dei  coniugi o di entrambi”.

Questo capo sta crescendo e per questo motivo è stato chiamato a relazionare Monsignor Paolo Bianchi, Vicario Giudiziale del Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo, che insegna anche alla Pontificia Università Gregoriana, che ha affrontato il tema della capacità psichica al matrimonio: “La Chiesa prevede che si contragga matrimonio forniti di tutte le capacità per  comprendere ciò che si va a fare , per decidere liberamente e per essere capace di portare avanti la vita coniugale. Nei casi di grave mancanza di  questi tre profili riconosce l’invalidità del patto nuziale e consente alle persone di rifarsi una vita matrimoniale affrontando però, prima,  adeguatamente, il problema psichico che li ha portati a contrarre un matrimonio invalido”.

L’Arcivescovo  di Salerno, Monsignor Luigi Moretti, che ha moderato l’incontro, ha ricordato le difficoltà che stanno affrontando le famiglie: “La Chiesa ha percepito pienamente la particolarità di questo momento. Il Papa ha messo al centro dell’attenzione e della riflessione della Chiesa   la questione famiglia attraverso la celebrazione di due Sinodi. Tutta la Chiesa sta rileggendo questa esperienza che è fondamentale. La famiglia deve essere protagonista nella Chiesa e nella società. Sarebbe l’antidoto  a quelle che poi sono le conseguenze che portano a vivere la sofferenza della separazione e del divorzio. Insieme possiamo attraversare anche la fatica del deserto. Nel momento della difficoltà chi rimane isolato soccombe. A tutti coloro che veramente vivono le difficoltà dico: sentiamoci sempre più parte della stessa famiglia e facciamoci carico delle esigenze dell’uno e dell’altro. Questo dovrebbe essere uno stile che qualifichi il modo di vivere la comunità e la società. Va recuperata l’identità stessa del matrimonio come tale. Bisogna far capire come costruire la famiglia e come accompagnare le famiglie affinché  possano vivere quella ricchezza  e bellezza che è legata alla loro esperienza”.

L’Arcivescovo di Matera, Monsignor  Salvatore Ligorio, ha ricordato che nella sua Diocesi i matrimoni  dal 2000 al 2015 sono calati  quasi della metà:”Da 630 a 360 anche perchè la crisi di lavoro, che si è accentuata,  non permette  ai giovani di poter progettare il loro futuro ed anche per  un’apertura di mentalità che porta molti giovani a convivere”.

Tante le autorità religiose  e civili presenti tra le quali il professor Armando  Lamberti, che ha portato i saluti del Magnifico Rettore Aurelio Tommasetti, sottolineando come l’Università di Salerno guardi con molta attenzione l’attività del Tribunale Ecclesiastico.

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