Negli anni ’60 Gianni Morandi cantava “In ginocchio da te” e i ragazzi salernitani s’incontravano nei circoli universitari de “La Scacchiera” di Via Botteghelle, nel grande”Salone delle Feste” dello storico “Palazzo D’Avossa”, e in quello de “Il Ridotto” di Via Luigi Cannoniere, una traversa di Via Roma.
La “Scacchiera” era una costola giovanile del “Casino Sociale”, frequentato dai figli dei soci del Sociale, mentre “Il Ridotto” rappresentava la gioventù del ceto medio, soprattutto professionale. Molti dei soci che in quegli anni hanno fatto parte dei due circoli si sono incontrati lunedì sera, proprio nel “Salone delle Feste” della storica sede del circolo, al secondo piano di Palazzo D’Avossa, grazie all’incontro intitolato:”Associazionismo anni’60: i Circoli Universitari”, organizzato dall’avvocato Nunzio Di Filippo, presidente del Club Rotary Salerno, che è stato socio de “Il Ridotto”.
“Fu un’ esperienza utile per tanti giovani salernitani. Per la loro futura vita pubblica nelle professioni e anche nelle arti”.
Il Presidente ha anche ricordato che in quegli anni nascevano a Salerno i club giovanili del Rotary: quelli dell’Interact e del Rotaract. A guidare gli ospiti tra le suggestive bellezze di Palazzo D’Avossa, oggi sede di alcuni uffici della Provincia, è stata la dottoressa Matilde Romito che ha spiegato le origini seicentesca del palazzo, illustrato le statue presenti nel cortile, come il “Dioniso” e la bellissima “Leda e i cigno”, evidenziato la bellezza dei mascheroni spegni – torcia e dello scalone di accesso, costruito con gradini comodi che consentivano anche ai cavalli di salire fino ai primi due piani.
A proposito dello scalone, alcuni soci del circolo “La Scaletta” hanno ricordato sorridendo che uno dei soci:”Il simpaticissimo Davide Cacciatore, negli anni ’60, una sera salì lo scalone con la sua Renault 4″. Nel “Salone delle Feste”, coordinati dal Senatore Alfonso Andria, alcuni soci dei due circoli, hanno raccontato, senza nostalgia, ma con un pò di malinconia, simpatici aneddoti di quegli anni: Giovanni Avallone e Giuseppe Scarpa per il circolo “La Scacchiera”, Vincenzo Barone e Luciano Santoro per “Il Ridotto”.
L’avvocato Giuseppe Scarpa, uno dei soci fondatori della Scacchiera ha ricordato che il circolo nacque ufficialmente nel febbraio del 1962: “Eravamo sei studenti del liceo e in una piccola stanza del Bar Nettuno del salumiere Carpentieri, decidemmo di trovare un posto per migliorare i nostri rapporti di amicizia, ma anche per incontrare le ragazze che al tempo non era così facile frequentare. I genitori ci rispettavano per come ci comportavamo e permettevano alle loro figlie di partecipare agli eventi del Circolo”.
L’avvocato Scarpa ha ricordato che il primo Presidente fu Pasquale Lebano:”Poi ci furono Lorenzo Spirito, Bruno Ravera, Pino Cantillo, Alfredo Capone, il primo interno Roberto Amendola, Giorgio Napoli, poi io e Attilio Sofia”. Tante le personalità che furono protagoniste degli incontri alla Scacchiera:” Vennero Gian Maria Volontè , che era a Salerno per girare “Le quattro giornate di Napoli”, dove partecipò come comparsa anche Agostino Rizzo; Valeria Moriconi; Sergio Neri, Antonio Ghirelli, Salvatore Battaglia, Roberto Murolo, Alessandro Ciotti. “Abbiamo realizzato anche tanti spettacoli teatrali, con la regia di Giovanni Avallone, e competizioni sportive”. Il dottor Enzo Barone, ha ricordato di aver scritto il libro “Le stagioni di Via Cannonieri” che racconta la storia del circolo “Il Ridotto” e attraverso la proposta di tre documenti del circolo, ha trattato la questione del “metodo”:” Per metodo intendo il saper trasfondere con esattezza nella vita quotidiana le regole di convivenza liberamente scelte. In effetti, quel gruppetto di animatori compì allora una specie di piccolo miracolo, quello di trasformare le teorie apprese al Liceo in una buona prassi. Assieme all’amicizia, avevo scoperto in quegli anni sessanta l’inestimabile valore della formazione reciproca.
E oltre alle mille ore liete trascorse in una buona compagnia, avevo fatto, come gli altri, le prove generali di quella che sarebbe stata la mia vita da adulto. Questa sera ci siamo ripresi gli anni sessanta, perchè in fondo sono ancora nostri”. Barone ha anche ricordato che all’Ordine del Giorno di una seduta del Consiglio Direttivo del 17 maggio del 1965, fu proposta la fusione con “La Scacchiera” che di fatto non fu mai attuata, ma che lunedì sera si è finalmente concretizzata grazie al Rotary Salerno e al suo Presidente Di Filippo che, per una sera, ha fatto ritrovare molti dei soci dei due circoli. L’avvocato Giovanni Avallone, con delle slide ha ricordato i tanti eventi che si organizzavano alla “Scacchiera” soprattutto quelli teatrali:” Presentammo “Il Berretto a Sonagli” di Pirandello”, con Paola Fazi, Geppino Gentile e Agostino Rizzo; “La calzolaia ammirevole” di Garcia Lorca , con la partecipazione della piccola Teresa De Sio. Facemmo anche un documentario, girato in Super 8, con Angelo Trimarco: “Salerno ’62”.
Vitale ha raccontato alcuni divertenti aneddoti, ricordato con commozione la socia Marisa Citarella e sottolineato che la Scacchiera era divenuto un punto di riferimento per la città. Il magistrato Luciano Santoro, socio fondatore de “Il Ridotto”, ha contestualizzato il periodo in cui nacquero i circoli universitari a Salerno:” L’Italia stava cambiando. Iniziava la rivolta e la contestazione. A Salerno c’era un ambiente sostanzialmente provinciale e alcuni giovani, consci del cambiamento, si riunirono in quattro circoli per dare il loro contributo al cambiamento” : “La Scacchiera”, “Il Ridotto”, “Il Faro” e ” Il Circolo Universitario per il Risveglio Salernitano”.
Santoro, che ha definito il Ridotto “Una zona franca dove tutti potevano discutere alla pari”, ha ricordato anche che Lucia Annunziata, socia de “Il Ridotto”, partecipò ad un defilé di moda sfilando con le altre socie. E’ stata ricordata, inoltre, la famosa”Festa dei “Papielli”, la festa della matricola, una sorta di rito, di iniziazione goliardica delle matricole universitarie che una volta “papiellate” entravano a far parte del gruppo degli universitari.
Alla fine del 1973 il circolo della Scacchiera chiuse anche a causa di un crollo che interessò il palazzo. Entusiasmante l’intervento dell’antropologo Paolo Apolito che ha spiegato il fenomeno dei circoli universitari e l’importanza della socialità giovanile gratuita:” Nasce per la prima volta la soggettività giovanile. Fino agli anni ’70 i giovani non contavano nulla. I giovani, nei vostri circoli, si riconoscono in una appartenenza, in una identità che trascende quella della persona singola e solitaria che diventa una identità collettiva”. Apolito che ha definito “dee” le donne della Scacchiera, ha anche raccontato l’esperienza del “Teatro Gruppo”, con Michele Santoro, Gerardo D’Ambrosio, Alberto Cuomo, Angelo Trimarco e Giustina Laurenzi. Il Senatore Alfonso Andria, che ha raccontato di essersi “imbucato” da ragazzo, con la complicità di qualche socio, nelle serate organizzate dal circolo de “La Scacchiera”, con le sue naturali doti di recitazione ha declamato alcune poesie di Agostino Rizzo.
Il momento musicale è stato affidato a due componenti del complesso de “I Tops”: il pianista Cosimo Palumbo che, insieme alla voce solista di Gianluigi D’Arienzo, ha interpretato alcuni brani degli anni ’60 e ’70, ricreando le atmosfere del tempo. L’avvocato Palumbo, ha ricordato che in quegli anni a Salerno suonavano anche i “The Sheppards” e il famoso gruppo de “Gli Astrali” :”Nacque nel 1964 proprio in queste sale. Era composto da Guido Cataldo, Germano Cosenza Michele Mattei e Michele Avagliano”.
E’ stato ricordato anche il circolo universitario di Cava che aveva sede nell’attuale “Social Tennis Club”.Tanti i soci dei due circoli presenti: Sergio Barela, Antonio Giannattasio, Antonio Guariglia, Riccardo Barela, Attilio Sofia, Antonio Bottiglieri, Antonio Giannattasio, Alessandro Vesci, Franco Barbagallo, Matteo Gallo, Antonio De Felice, Vittorio Caponigro, Alfredo Sannino, Mariella Pasca e la signora Franca, moglie di Agostino Rizzo, con i figli.
ricordo un concerto del grande Romano Mussolini ovViamente bravissimo.Tutti lo applaudivano al grido ritmato di.Rromano…Romano…——.egli prese il microfono e con aria serena intervenne………iio mi chiamo Mussolini.—– nessuno degli astanti aveva osato chiamarlo con un cognome cosi’ importante e difficile da portare..lIo ammirai per questo coraggio oltre che per la sua bravura di musicista. riri’ a cettura