Cava, gli studenti del “Filangieri” a scuola di legalità con l’iniziativa “La giustizia minorile nella scuola”

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la dirigente scolastica Raffaela Luciano (foto Costantino Pilò)

“Come scuola  siamo da sempre consapevoli che non si può parlare di  cittadinanza e partecipazione al di fuori di una diffusa cultura di legalità e pertanto abbiamo ritenuto centrale e decisivo  aderire ad itinerari di educazione alla legalità  intesi come laboratorio aperto e partecipato. E’ fondamentale promuovere negli studenti, anche minorenni,   lo sviluppo di  concetti come “diritti” e “legalità” e favorire la progressiva e costante presa di coscienza che anche comportamenti tenuti nella quotidianità possono essere non legali, difformi dal dettato della legge che tutela le persone nella loro individualità” .

In questi termini Raffaela Luciano, Dirigente  dell’IIS Gaetano Filangieri, ha aperto i lavori del seminario tenutosi nei giorni scorsi nella città metelliana. L’iniziativa è nata dal protocollo di intesa tra MIUR e Ministero della Giustizia finalizzato alla diffusione della conoscenza dei profili di responsabilità dei giovani che entrano nella fascia di età che li vede “imputabili” ai sensi del Codice penale.

All’evento, cui hanno partecipato le classi seconde coordinate dal prof. Lorenzo Cuomo – referente di Istituto alla legalità ed alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo – è intervenuta la dott.ssa Loredana D’Alessandro, funzionario professionalità pedagogiche del CPA (Centro Prima Accoglienza) di Salerno. Nella sua relazione l’esperta ha avvicinato gli studenti alla conoscenza dei compiti del CPA , ma soprattutto li ha guidati – attraverso una efficace analisi – alla riflessione    su     comportamenti   riconducibili al bullismo e al cyberbullismo, che ancora troppo spesso rischiano di essere ritenuti innocui.

Significativo ed in linea con quanto tracciato dalla dirigente e dalla relatrice anche l’intervento del prof. Armando Lamberti, intervenuto anche nella veste di vice sindaco della Città,  che si è soffermato  in particolare sul fine precipuo del diritto  e delle norme sottolineando in termini  chiari ed efficaci il valore del rispetto delle regole fissate e condivise dagli individui perché una società possa definirsi “civile”.

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