Servalli, sindaco mio… fosse, crepe e dintorni

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foto Gabriele Durante

… non ti voglio intossicare la Santa Pasqua, il capretto con i piselli, la pastiera e tutto il ben di Dio che “passa il governo” (poco e ancora per poco perché tra poco certamente non passerà più manco quel poco… scusa il bisticcio armonico), e ti auguro di trascorrere in santa pace questo breve periodo festivo, compreso il lunedì in albis, alias la Pasquetta, che, per come siamo abituati noi meridionali, campani, salernitani, anzi …metelliani, non ci farà mancare né la pastiera di maccheroni, dolce e salata, né la salsiccia e soppressata, né il carciofo arrostito, con annesse e connesse libagioni!

Ma poi da martedì post-pasquetta dovresti farmi una grande cortesia, a me e a tutti i cavesi: chiamare tutti i tuoi collaboratori, tecnici, manutentori, muratori e asfaltisti, metterli intorno a un tavolo, bello grande, perché se piccolo per l’elevato numero degli stessi non riescono a starci tutti (potresti usare quello bello e capiente della Sala dei gemellaggi, al primo piano proprio di fronte al tuo megagalattico e tappezzatissimo ufficio, e se mi farai sapere la data cercherò di fere capolino anch’io per darti man forte) e fare con cotesti un bel discorso, partendo, scusa se mi ripeto, ma non è una mia fissazione, da Via Edoardo De Filippis, per continuare con Via Luigi Ferrara, poi la rotatoria di fronte all’incompiuto (chi sa per quanti decenni resterà ancora tale) Palazzetto dello sport, per proseguire sulla Via delle Arti e dei Mestieri e giungere fino alla rotatoria del “povero” Padre Pio, “povero” non agli occhi di Dio e dei fedeli, ma perché hanno relegato la sua statua in un angolo quasi invisibile per chi viene da Cava, non tanto visibile per chi viene dall’ex inceneritore, assolutamente invisibile quando c’è buio perché è illuminata solo da una “lamparella” nel mentre, per l’importanza della sua vita e la venerazione del popolo di Dio, dovrebbe essere illuminato da un “farone” che spargesse la sua luce almeno dal Cubik-bar fino a Damikart.

Ma puoi anche continuare con Viale degli Aceri, Via Vittorio Veneto, Via Gino Palumbo, e le tante altre che sono nelle medesime condizioni.

Il perché di questo “congresso” è presto detto: nel tratto sopra indicato (scusami se non te lo ripeto, se lo facessi il mio ottimo direttore, che mi subissa di raccomandazioni di essere breve, conciso e non verboso, butterebbe questa mia umile petizione nell’immondizia, con aggravio di lavoro per gli “operatori ecologici” della Metellia) oltre al caos del traffico, c’è qualcos’altro che devi (dovresti) conoscere, e cioè le pessime condizioni del fondo stradale dalla strettoia semaforica lato Salerno fino alla statua di San Padre Pio: pessime condizioni quasi costanti. E non si spiega perché il fondo stradale del tratto successivo, che dalla statua di Padre Pio porta all’ex inceneritore, sia notevolmente migliore: forse perché lo sguardo del Santo è rivolto lì e lo protegge? Miracolo: verrebbe voglia di poggiare la statua su una pedana girevole così che il Santo, di tanto in tanto, possa miracolare anche il precedente tratto stradale!

Si capisce che il tempo inclemente dell’autunno-inverno appena trascorso danneggia anche le strade, e che le difficoltà del bilancio non consentono di correre continuamente a sistemare le crepe che le cattive condizioni meteo provocano. Ma non mi sembra nemmeno coerente con una città di qualità, come ci intestardiamo a considerare la nostra, lasciare per mesi e mesi assolutamente senza la minima manutenzione tante strade tanto trafficate: e non mi risulta che le  altre citate, e Dio sa quante altre ancora, pure delle immediate periferie, versino in condizioni migliori; non parliamo di quelle più lontane, come, ad esempio, Via Gaudio Maiori.

E, a proposito di difficoltà di bilancio, che si ripercuotono, a detta di qualcuno, anche sul fondo per la manutenzione delle strade, non guasterebbe un chiarimento sul motivo per il quale da mesi lo stesso sembra addirittura azzerato: previsioni sbagliate, maggior costo degli interventi effettuati, o che altro?

Ma forse, strizzandomi le meningi, ho intuito il motivo per il quale non vuoi risolvere il problema del traffico, e se è così devo dirti che sei un bel furbone perché hai preso due piccioni con una sola fava: se il traffico fosse scorrevole, la velocità delle auto sarebbe superiore; e se le auto marciassero più velocemente, più risentirebbero delle buche, crepe e fosse, è tante più… benedizioni ti manderebbero gli automobilisti.

E’ forse per questo non ti decidi a far riparare il manto stradale?

Ma tralasciamo le chiacchiere e scherzi: facciamoci una buona e santa Pasqua e anche una ricca Pasquetta.

E da martedì al lavoro, mi raccomando! Ok?

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