Obbrobri metelliani

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Tanto per ridurre la tensione che mi procurava, negli scorsi giorni, la fluida situazione delle trattative tra il PD e il M5S, e anche nelle pause delle numerose manifestazioni che hanno caratterizzato i festeggiamenti della Madonna dell’Olmo, tra una bancarella e l’altra mi sono preso la briga di fare qualche foto degli obbrobri che si vedono in giro nel centro storico di Cava, praticamente a ridosso della villa comunale, del Duomo e lungo i portici.

In verità avevo pensato di intitolare questo trafiletto “Schifezze cavesi”, ma ho temuto di offendere le orecchie dei mei cinque fedeli lettori ed ho optato per il termine “obbrobri”: non saprei come altro definire ciò che ho fotografato e che è a corredo di questo scritto.

Ovviamente la mia indagine fotografica e visiva è molto limitata, in quanto fatta nei tempi morti tra un concerto e l’altro e tra una pizzetta e un supplì consumati sul marciapiede di fronte alla friggitoria.

E proprio lì di fronte iniziano gli obbrobri, basta fare una passeggiata sul marciapiede che costeggia la villa per constatare in quali condizioni sono quella specie di aiuole quadrate alla base degli alberi; una aiuola si presuppone che ospiti non dico fiorellini ma almeno un tantino di verde, o no? altrimenti che razza di aiuola è!

Quelle che ho visto e fotografate, praticamente tutte, il verde non l’hanno mai conosciuto, i fiorellini men che mai, ma in compenso hanno conosciuto spazzatura, residui di piatti di plastica, lattine di bibite, e altre schifezze.

A qualcuna è andata meglio perché almeno si è salvata dalle schifezze! Non è una bella soddisfazione.

Poco più in là, nell’angolo del sagrato del Duomo, fa bella mostra di se un mausoleo metallico (non saprei come altro chiamarlo) il quale nelle intenzioni di chi a suo tempo lo acquistò, doveva servire da lavagna luminosa per comunicare alla cittadinanza le attività dell’Amministrazione, eventualmente i programmi delle attività pubbliche cittadine, e quant’altro possa interessare al cittadino che passa lì davanti; del quale vi è anche un duplicato, al lato del cancello principale della villa comunale: purtroppo i due mausolei, che se fatti funzionare assolverebbero un ruolo utile alla comunità, non funzionano non si sa da quanto tempo, il che mette in evidenza non solo il disinteresse dell’amministrazione cittadina, ma pure la loro bruttezza, lamiera colorata di marrone che praticamente non si intona con niente, certamente non con la bellezza del centro storico e del corso porticato, lungo i cui pilastri fanno bella mostra analoghi oggetti, pure essi di lamiera marroncina, che nelle intenzioni di chi li ha ideati (bontà sua!) dovrebbero essere dei contenitori di rifiuti e di cicche di sigarette: le cicche le raccolgono, quello che non riescono facilmente a raccogliere sono i rifiuti in quanto la “bocca” è totalmente stretta, pochi centimetri, che pure se il cittadino educato fosse intenzionato ad utilizzarli, per “centrare” avrebbe bisogno di un imbuto; e infatti intorno a questi oggetti obbrobriosi la spazzatura è a terra sul marciapiede, con chi sa quanto piacere degli operatori ecologici della Metellia i quali già non ce la fanno a rimuovere le altre “schifezze“ che i poco civili commercianti, bar e ristoratori depositano dappertutto.

A proposito dei contenitori per i rifiuti, ricordo con che qualche decennio addietro una cara Amica, all’epoca Presidente di una nota Associazione di servizi cittadina, donò alla città i contenitori per i rifiuti, dei normalissimi cestelli metallici, eleganti e intonati all’ambiente circostante, montati su palini dello stesso colore; quei cestini, di cui ancora in giro si vede qualcuno, erano belli e funzionali, e non c’era bisogno di nessun imbuto per mettere dentro l’immondizia.

Perché chi pensò di porre sotto i portici altri contenitori, parlo della trascorsa amministrazione, invece di inventarsi cestini tanto scomodi e brutti, non pensò di aumentare quelli che c’erano già?

Ma indipendentemente da ciò io mi chiedo e chiedo all’Amministrazione comunale: ma non è possibile un tantino di attenzione in più affinché questi spettacoli a dir poco indecorosi per una città, che ancora si fregia dell’appellativo di Piccola Svizzera, vengano eliminati? perché non affidare a chi di competenza, e parlo dei dipendenti comunali addetti al settore, il compito di mettere un tantino di verde nelle aiuole, magari sistemare meglio qualche margine che risulta totalmente rimosso e abbandonato a lato? Non si chiede a questi signori nessun impegno particolare, se non quello di fare il loro dovere, magari con calma, magari senza fretta, ma svolgere solo quello che è il loro compito.

E se questo è il centro, immaginiamo cosa sono le periferie!

Piccola Svizzera un corno, una volta, forse…

 

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