Movida, dedicato all’ineffabile Pasquale Falcone

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Se non avessi personalmente conosciuto Pasquale Falcone, e non ne avessi apprezzato doti e impegno, una volta artistico, ora anche imprenditoriale, non avrei dato peso al suo piccato commento, su FB, al mio articolo pubblicato su questo giornale il 31.12.2018, con il quale ho espresso la mia condanna nei confronti di alcuni gestori di locali pubblici del centro della città i quali, a mio avviso, sono i primi responsabili dei disagi che creano alla popolazione residente a causa della nota gazzarra che quotidianamente avviene all’interno e all’esterno dei loro locali: condanna estesa anche ai frequentatori degli stessi.

Ritengo opportuno ribattere, punto per punto, agli argomenti di Falcone.

La prima accusa che mi fa è che il mio articolo sarebbe falso, pretenzioso e disonesto, in quanto ho la pretesa di rendere ufficiale una mia personale sensazione; la risposta è contenuta nell’articolo che il quotidiano Il Mattino di Napoli ha pubblicato il 4 gennaio 2019, nel quale si fa riferimento alle precedenti denunce fatte da Antonio Salsano, storico Presidente dal “Comitato per l’Ordine e la Quiete”, il quale da decenni sta combattendo una guerra contro la movida fracassona iniziata in Via Generale Felice Parisi, il vicoletto che sta al lato della Mediateca Marte, e allargatasi a macchia d’olio in tutto il centro cittadino e oltre. Nell’articolo de il Mattino, a firma di Simona Chiariello, vengono evidenziate altre “anomalie” (blando eufemismo che nasconde cose di rilevante gravità) alle quali nel mio articolo ho solo fatto cenno, ma che i residenti delle vie del centro vivono e sopportano quotidianamente: musica ad alto volume, cagnara assordante nelle ore serali e notturne, bottiglie e bicchieri sparpagliati tra i portici, sulle strade e persino sui parapetti della fontana dei delfini, cumuli di immondizie, spesso nemmeno insacchettate, sparsi dappertutto; la Metellia Servizi sta tentando di arginare il fenomeno dei rifiuti con blitz improvvisi e conseguenti multe, che non sembrano spaventare i “poveri” gestori dei locali (i quali lavorano, secondo l’affabile Falcone, dalle 12 alle 18 ore per contribuire alla crescita economica della nazione, incrementare il pil nazionale e creare lavoro in città): sarebbe il caso che qualcuno controllasse se quelle sanzioni vengono pagate.

E giacché l’ineffabile Pasquale Falcone sembra dolersi del fatto che il sottoscritto abbia evidenziato un fenomeno, oramai vecchio di decenni, su una testata on-line qual è questa autorevole e molto seguita e apprezzata dai cavesi, con l’articolo pubblicato su Il Mattino evidentemente è più soddisfatto: ognuno ha i suoi gusti; probabilmente avrebbe voluto che il problema avesse maggiore risonanza: eccolo accontentato, “De gustibus non est sputazzellam!”, come diceva Totò.

Pasquale Falcone biasima la mia espressione dei gestori doppiamente maleducati nonostante il loro impegno lavorativo dalle 12 alle 18 ore al giorno nelle sole giornate semifestive e festive, tartassati da tasse e burocrazia; se essi lavorano così tanto fanno benissimo, evidentemente trovano il loro tornaconto, ma questo non li esime dal rispettare le regole della civile convivenza né li autorizza a fare violenza a quei “poveri Cristi” di residenti che hanno il diritto alla tranquillità all’interno delle mura domestiche; e non è certo che questo gravoso impegno sia limitato alle sole giornate festive, risulta invece che, in molti periodi, il lungo impegno è quasi quotidiano, e non è affatto vero che la gazzarra è sempre preceduta da permessi rilasciati dal Comune per fare aperitivi musicali: fra l’altro gli “aperitivi” sembra siano drink assunti prima dei pasti, certamente non nelle ore notturne, ad essi dovrebbero seguire pasti, non vociare a tutto volume!

E in merito alla doppia maleducazione dei gestori, che a mio avviso si esprime sia nel tenere la musica a tutto volume all’interno e all’esterno dei locali, sia anche nel non saper rispettare le leggi e i diritti altrui, non saprei come chiamarla diversamente, specialmente se, come purtroppo avviene, essi sacrificano la città solo ai loro interessi economici.

D’altronde, non mi meraviglia affatto che questa categoria di piccoli imprenditori, facenti parte della più estesa categoria dei commercianti, pretenda di fare il bello e il cattivo tempo secondo la propria cultura, educazione, mentalità e abitudini. Non dimentico, infatti, come abbia ostacolato per anni la chiusura del centro cittadino al traffico autoveicolare che illuminati amministratori introdussero; né come ancora si oppongano a qualsiasi modifica, pure limitata, che esigenze di viabilità o sicurezza dei cittadini impongono; valga, per tutte, il feroce boicottaggio che proprio i commercianti fecero, in un’altra e più periferica zona della città, contro la introduzione del senso unico in Via Luigi Ferrara che qualche anno fa l’Amministrazione cittadina voleva introdurre per evitare il persistente intasamento del traffico con Via E. De Filippis.

Ma purtroppo questa è la categoria, e, in presenza di amministrazioni cittadine sempre timorose di scontentarla (e di perdere voti), continua a fare il bello e cattivo tempo, guardando non più lontano del classico naso, nuocendo in tal modo ai suoi interessi mediati pur di difendere quelli immediati.

Desidero concludere ricordando a Pasquale Falcone, nella convinzione di un improvviso suo vuoto di memoria, che in città evolute e civili di altre regioni italiane, nelle quali la “movida”, come tanti oggi la intendono, è nata molto prima che nelle nostre città, essa è un piacere che molti godono, ma nello scrupoloso rispetto degli altri; certamente a Falcone sarà capitato di fermarsi qualche volta nella splendida Volterra, e gli sarà pure capitato di bighellonare di sera o nelle ore notturne lungo le strade del piacevolissimo e vivibilissimo centro storico; e avrà certamente notato con quanta discrezione i pure numerosi avventori dei locali pubblici si intrattengono all’esterno degli stessi, conversando amabilmente, ma senza arrecare il minimo fastidio alle abitazioni circostanti; indice di grande civiltà e rispetto per gli altri.

Mi chiedo: ma i cavesi sono meno italiani dei volterrani?

Io, nei panni di Falcone, qualche riflessione in tal senso la farei.

Ma se non lo fa, non può poi lamentarsi che qualche residente, esasperato per non poter riposare di notte, versa qualche goccia di candeggina sulla moltitudine vociante che sta sotto il suo balcone, la quale deve ringraziare Domeneddio che invece della candeggina non abbia usato la lupara, com’è purtroppo accaduto altrove. Sia chiaro: nessuna delle due cose va fatta, ma tra le due, meglio una goccia di candeggina che una scarica di pallettoni.

Buona Befana.

1 commento

  1. E sul senso unico in via luigi ferrara è un mistero tipo quelli di fatima, visti i sensi unici che senza problemi hanno introdotto sulla nazionale. (cioè uno che da via onofrio di giordano deve andare a salerno deve fare un 3/4 chilometri in più grazie ai sensi unici… per non parlare del pericolosissimo svincolo al lato di villa alba…MAH

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