Come costruire l’alternativa a Servalli… istruzioni per l’uso

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foto Gabriele Durante

La concomitanza delle ferie estive e vicende politiche  nazionali, con il profluvio di esternazioni e commenti conseguenti ad una crisi governativa dagli esiti incerti,  hanno polarizzato l’attenzione comune relegando le vicende politiche locali ad un ruolo marginale; a Cava in questi giorni la cronaca politica è stata animata unicamente da  articoli di giornale su presunti “favor” ed inefficienze burocratiche.

In assenza di dichiarazioni ufficiali dei possibili candidati a sindaco, langue il dibattito politico non essendo ancora chiare, sicuramente perché non definite, quali possano essere le  alternative alla Amministrazione Servalli alle prossime Amministrative del 2020.

Il rischio concreto che si corre, seguendo la invalsa tendenza alla impersonificazione della azione politica ed alla semplificazione della proposta, è che il dibattito dei prossimi mesi sia incentrato unicamente sul chi sarà il candidato sindaco alternativo a Servalli piuttosto che su cosa si proponga e su come si intenda attuarlo.

Tutto quanto potrebbe spostare il baricentro del dibattito politico locale sul candidato sindaco (evito il plurale per non complicare lo scenario) e sulle probabili coalizioni di sostegno – siano esse di matrice partitica o civica –  piuttosto che sulla evoluzione di un dibattito incentrato sul confronto tra uomini nella definizione di un programma, che sia alternativo a quello proposto e solo marginalmente attuato da chi ci amministra.

Beninteso, la precondizione ad ogni azione politica congiunta, che non risponda a visioni autoritarie o a precostituite alleanze di uomini che rivendicano consenso personale, è capire certamente chi sia sintesi e terminale di un programma elettorale (il Sindaco), ma credo che l’obiettivo imprescindibile, se non propedeutico, per una coalizione che voglia proporsi alternativa al vigente governo cittadino e chiederne la fiducia, sia quello di avviare un confronto leale tra quanti intendano cimentarsi in un impegno politico senza porre alcuna pregiudiziale a nessuno ma ricercando nella comunanza di valori e di visioni di città le ragioni di una intesa.

È questa la fase più complessa e, con ogni probabilità,  meritevole di maggiore approfondimento ed attenzione, in quanto base ineludibile per circoscrivere il perimetro dei soggetti chiamati ad un successivo approfondimento  sulle idee per addivenire alla definizione di punti programmatici condivisi di cui il Sindaco, durante la competizione elettorale, sia il naturale portavoce.

Il confronto tra uomini e donne che si riconoscano in una visione di cittaà e siano accomunati da valori, dovrà  svilupparsi avendo a riferimento il quadro esigenziale della città, ma anche le sue prospettive.

Occorre, in sostanza, immaginare il futuro avendo ben chiara la realtà.

Solo così  si potrà arrivare a definire, in maniera condivisa  e consapevole, un programma di governo che coniughi  interventi prioritari, in quanto volti alla risoluzione di  conclamate criticità non più differibili (penso alla manutenzione delle strade, alla messa in sicurezza delle scuole, alla realizzazione di interventi in materia ambientale) con interventi di medio lungo termine che diano slancio alla città delineando la dimensione urbana che risponda  alla pre condivisa visione di città.

Interventi questi ultimi da armonizzare con gli strumenti di pianificazione e da programmare, ai fini dell’ottenimento dei finanziamenti pubblici, mediante progettazioni chiare e definite per poter avviare i necessari iter di realizzazione non impossibili ma certamente non brevi.

Se i mesi futuri si caratterizzeranno per queste azioni è probabile che, alle prossime amministrative, si arrivi con una proposta politica alternativa seria e credibile.

Una proposta multidisciplinare, alimentata lungo il percorso di costruzione e definizione, da persone che sempre più si riconoscano nel progetto e si identificano nel programma grazie all’apporto, fornito nel corso delle discussioni ed incontri, di contributi e proposte meritevoli di esame sia per valore intrinseco  che per rispondenza ai reali bisogni territoriali.

Improntare, viceversa, l’azione politica dei prossimi mesi unicamente alla creazione di una coalizione di uomini che facciano riferimento al candidato sindaco con l’unico obiettivo di governare facendo leva sulla presunta sommatoria dei voti in dote di ciascuno subordinando la definizione dei contenuti, significa squalificare l’azione politica, precludendo all’elettorato una offerta politica alternativa e credibile basata su idee e programmi prima che su un consenso personale; non sempre certo e soprattutto  libero da interessi e tornaconti.

Un’eventuale impostazione dell’azione politica in questi termini potrebbe avere vari benefici su una città come Cava de’ Tirreni dove è oramai diffuso il senso di malessere e di sfiducia verso la’Amministrazione Servalli.

Amministrazione che non solo non ha brillato per azione politica -disattendendo molti degli obiettivi di programma-  ma che, per l’intera durata del mandato, è apparsa su molti fronti, lacunosa, tardiva ed approssimativa, finanche, nella gestione dell’ordinario e delle criticità emerse.

Benefici che, a seguito di confronto e condivisione con molti cittadini cavesi, professionisti e persone con pregressa esperienza politica, sinteticamente elenco:

1) animare il dibattito politico, sottraendolo alla sterile polemica o alle classiche liturgie di partito, favorendo la partecipazione anche ti tante risorse della società civile, allergiche alla politica politicante, che potrebbero, con i loro contributi di pensieri ed azioni,  innalzare la qualità dell’offerta politica;

2) Prescindere dalla evoluzione delle vicende nazionali dando rilevanza al concetto di Comunità ed alla analisi dei  bisogni effettivi  nella creazione di un programma amministrativo (civico o trasversale)  che si caratterizzi  per la valenza, strategicità e comprensorialità delle proposte in esso contenute anche ai fini di finanziamenti pubblici a prescindere dal  colore politico delle Amministrazioni nazionali e locali sovraordinate;

3) Definire, a priori,  la squadra degli assessori, individuati  dal Sindaco e condivisi con i candidati  delle liste di supporto, cui demandare, in ragione delle specifiche competenze ed a prescindere dal personale consenso, il compito di dare attuazione al programma;

4) Costruire liste di candidati al consiglio comunale composte da persone motivate, espressione prima che di partiti di varie categorie e conoscitori  dei vari ambiti geografici e produttivi della città; persone che, riconoscendosi nel programma in quanto frutto di una elaborazione condivisa, si impegnino a sostenerlo per la durata del mandato esercitando le prerogative proprie del consigliere comunale che sono quelli di indirizzare e controllare l’azione  amministrativa rendendo conto, periodicamente, ai cittadini del rispetto del programma e delle priorità in esso declinate.

1 commento

  1. Articolo stupendo di altissima Valenza politica – programmatica .

    In poche parole :
    PASQUALE PETRILLO , SINDACO

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