Cavesi, un popolo di sporcaccioni?

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E’ purtroppo ancora il sindaco Vincenzo Servalli che debbo redarguire, e aspramente, a distanza di pochi giorni, perché la situazione della pulizia della città sta diventando insostenibile.

Non voglio riferirmi ai numerosi articoli che questo giornale quasi quotidianamente pubblica sull’argomento, e che i nostri attenti cronisti documentano con tanto di foto scattate in ogni angolo della città, centrali e periferici, per evitare di apparire ripetitivo ed essere accusato, magari, “faje’o gallo ‘ncoppa ‘a munnezza” e dare man forte a tutti i colleghi che quotidianamente parlano dell’argomento, ed essere magari tacciato di non sapere di cosa parlo, pure se io stesso, girovagando per le vie della città, specialmente quelle centrali, mi rendo personalmente conto del degrado nel quale versano a causa dei troppo numerosi sporcaccioni, incivili, maleducati concittadini i quali, oramai, sembrano andare a ruota libera nel lasciare in ogni angolo sacchetti, e quant’altro, contenenti di tutto; così trovi sacchetti colmi di umido accanto alle campane per il vetro, carte, cartoni, plastica, “schifezze” di ogni genere non solo accanto a cassonetti, ma spesso pure nelle aiuole delle villette centrali e periferiche.

E a documentarlo con grande puntualità e tempestività è pure un attentissimo osservatore della realtà cittadina, il nostro amico Livio Trapanese, il quale imperterrito (e non è facile esserlo) quasi ogni giorno pubblica sulla sua pagina di FB foto che denunciano questa grave situazione, non dimenticando anche ciò che accade in una delle luoghi più belli della nostra città, vale a dire il sagrato della Basilica di San Francesco e Sant’Antonio, costantemente invaso di porcherie di ogni genere lasciate indiscriminatamente dai nottambuli frequentatori dei bar e baretti del Borgo Scacciaventi: con una sola foto desidero corredare queste mie sprecate righe, prelevata (e certamente non me ne vorrà il buon Livio) proprio dalla sua pagina, la quale dimostra come viene trovato dagli operatori ecologici della Metellia quel luogo molte mattine.

E non me ne voglia più di tanto il sindaco Servalli se anche questa volta sono costretto a puntare il dito contro di lui in quanto, pure se è vero che certamente non è lui a provocare lo scempio di cui sto parlando, è comunque vero che non fa nulla, e forse anche meno, per evitare che questo stato di cose si protragga e si aggravi.

Tutto si comprende: le difficoltà dei conferimenti, le continue e oramai incalcolabili emergenze sia della raccolta, sia dello smaltimento; quello che però non si comprende è la inerzia di una amministrazione che, pure avendo poteri e risorse, fa finta che il problema non esista, e va avanti di questo passo che sta portando la nostra “civilissima” città al livello di tante altre limitrofe dell’agro sarnese-nocerino che quando noi cavesi attraversiamo ci fanno illudere di vivere in un’isola felice, salvo poi a dover constatare, tornando nella valle metelliana, che spesso siamo messi pure peggio.

Quali suggerimenti mi sento di dare al sindaco Servalli? poteri dargliene una caterva, tutti ispirati al buon senso e all’amore per la città; ma senza voler fare il saccente, qualcuno piuttosto semplice mi consentirà di darglielo.

Prima di ogni altra cosa la città va monitorata costantemente non solo da parte degli Operatori ecologici della Metellia, che già fanno ciò che possono, e men che mai da parte degli Agenti della Polizia municipale, a meno che non “incoccino” uno sporcaccione, ma attraverso il sistema di videosorveglianza mediante le telecamere, purché funzionanti e installate in alcune posti strategici dove costantemente vengono ammucchiate le immondizie più eterogenee: ma quante altre volte glielo dobbiamo ricordare che vi sono zone, come ad esempio la rotatoria nei presso dell’ex inceneritore, dove tanti incivili continuano imperterriti a depositare gabinetti, piastrelle, mobili di ogni genere comprese reti e materassi, unitamente a plastica, rifiuti indifferenziati, bottiglie e, a volte, altre porcherie che è meglio non menzionare?

E non è che qualche telecamerina potrebbe essere piazzata anche al Borgo Scacciaventi, ad entrambi i lati (lato mediateca e lato Piazzale San Francesco), e magari anche in altri angoli dove proliferano i grandi e piccoli ristoratori, e magari anche sul sagrato di qualche chiesa? Probabilmente contribuirebbero a individuare qualcuno che alla fine della serata trova più comodo depositare i suoi indifferenziati rifiuti tutti insieme in una aiuola a poca distanza dal suo locale, anziché, con maggiore senso civico differenziarli e conferirli come la norma prevede.

Dispiace dirlo, ma di fronte a “monnezzari” di tale genere non esistono altro che le maniere forti, le contravvenzioni salate, giacché solo colpendoli nel portafoglio probabilmente questi “cavaiuoli”, indegni di questa città, impareranno a diventarlo.

Altro suggerimento: ma da quanti anni si parla e si straparla dei sacchetti muniti dei codici a barre? Ma quante altre guerre mondiali della spazzatura dobbiamo ancora combattere per poterci anche noi cavesi organizzare in questo modo; certamente i sacchetti codificati non risolveranno tutti i problemi, ma almeno attenueranno il fenomeno.

In conclusione, caro sindaco Servalli, qualcosa di più incisivo devi pure farlo; se continua così, veramente rischiamo di diventare una specie di ghetto dell’immondizia: altro che piccola Svizzera dei bei tempi andati!

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