Verso le elezioni, uso improprio dell’Agenda Draghi

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L’uso dell’Agenda Draghi come brand elettorale non è il massimo di intelligenza politica.

Può essere utile, come una sorta di instant book, per la narrazione dell’ultimo anno e mezzo della legislatura appena interrotta anzi tempo. Ma non può essere propulsiva per l’affermazione di un pensiero di speranza per la testa e la pancia di un popolo e di una Nazione che contano di vivere su prospettive di futuro.

Essa non ne può cogliere spinte e contrapposizioni di interessi sociali e di identità culturali su cui si sostanziano le offerte politiche propositive, essendo stata scritta per tracciare percorsi in funzione di emergenze da affrontare in breve lasso di tempo.

Adottata, durante l’esperienza della solidarietà nazionale, da tutte le forze politiche presenti in Parlamento, tranne FdI, ora è divenuta motivo di reciproche accuse di tradimento degli italiani tra Enrico Letta (PD) e Giuseppe Conte (M5S).

Se ne comprendono i risentimenti, come conseguenza di un divorzio umorale oltre che politico, ma le scomuniche non bastano a cancellare comuni responsabilità e non chiariscono i rispettivi campi di interessi da difendere e di  bisogni da tutelare. Ed ancora ci sono i cosiddetti centristi, mediatori per vocazione esistenziale, che ne fanno una bandiera per dare senso ad un loro cartello elettorale.

Ora, tra copisti e falsari è sempre preferibile l’originale che, al momento, non sembra disponibile ad una discesa in campo. A meno che, non si tratti di una delega, carpita e non smentita, finalizzata alla polarizzazione della campagna elettorale, come una sorta di referendum del tipo “di qua o di là” dell’Agenda Draghi.

Supposizioni e suggestioni, a parte, per capirne di più ed averne intelligenza conta seguire le orchestrazioni di opinion maker, già  all’opera sui media nazionali ed internazionali, più influenti degli umori che ribollono nelle pance dei partiti in corsa.

Si tratta di qualcosa di più devastante della divulgazione di fake news, in termini di dialettica politica e di leale competizione democratica rispettosa della libera volontà popolare.

Al momento, sono di inciampo i sondaggi favorevoli per alcuni e non buoni per tutti gli altri.

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