Servalli, Sindaco mio… altro che Piccola Svizzera!

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…Giovedì sera, alle ore 20,15, per superare la strettoia tra Via Luigi Ferrara e la piazzetta dalla quale inizia Via Edoardo De Filippis, ho impiegato, pensa un po’, circa 15 minuti, e non è che ci fosse un traffico particolare, la Farmacia Cammarota nella piazzetta era pure chiusa, e con essa altri negozietti che, quando sono aperti, sono involontari cause di sosta selvaggia di autovetture in doppia, a volte pure tripla, fila da parte di automobilisti i quali non vanno tanto per il sottile, basta che fanno i comodacci loro e …tutto tranquillo.

In verità, Sindaco mio, non è con questo mio sfogo che intendevo iniziare questo ulteriore, cordiale e periodico colloquio con te, tant’è che mi ero riproposto di intitolarlo “Reminiscenze di una Piccola Svizzera, tra spazzatura, viabilità e sicurezza”, e non abbandono l’idea di scrivere di argomenti attinenti, fermo rimanendo dell’idea, visto il tempo che quotidianamente si perde per circolare tra Via Ferrara e Via De Filippis, che se non ti decidi a fare il doppio senso unico in queste due strade, cosa che peraltro tu hai promesso, il mio voto, già in forse, alle prossime elezioni amministrative, te lo scordi… e non solo il mio.

E ora veniamo al nocciolo, cioè a quei passati e vaghi ricordi di una città che, all’epoca, amava fregiarsi dell’appellativo di “Piccola Svizzera”, e allora poteva farlo, ma che ora di quella Svizzera ha ben poco, e la situazione peggiora di giorno in giorno, e da questo Paese sembra allontanarsi sempre di più; talvolta mi chiedo: ma vuoi vedere che, un poco alla volta, ci stiamo trasferendo in Africa?

Di cosa vogliamo parlare? della spazzatura? ma non credi che battere questo chiodo sia diventato un ameno scambio di idee, un dialogare tra sordi?

Ormai la situazione sembra fuori controllo, è tanto degenerata che pure gli Operatori della Metellia si sono stufati di protestare, i loro lamenti sono come gli ululati dei lupi nelle serate rischiarate dalla luna: vani e inutili.

Non te ne faccio una colpa, almeno non direttamente a te, se non per il fatto che, qualche volta (?) …prometti certo e manchi sicuro.

Ma non avevi promesso che in alcuni punti considerati “strategici” avresti piazzato le telecamere per filmare quei grandissimi “burini” (questo termine lo trovo molto appropriato), nel senso di maleducati, che ancora si ostinano a depositare in alcuni punti ogni sorta di rifiuti, passando dai vasi dei gabinetti ai televisori, dalla rete e materassi ai mobili, dagli elettrodomestici a mucchi di rifiuti umidi, secchi, vetri etcetera, etcetera, etcetera: le foto periodicamente scattate sono più che eloquenti. Uno di questi “punti strategici” è da sempre la piazzetta di fronte all’ex inceneritore, che oramai è diventata l’emblema di una città che sempre più si africanizza, che scivola sempre più in basso.

Scusa, ma dove sono le promesse telecamere?

E veniamo, ora, ad un altro problema che, sebbene a suo tempo fortemente negato da chi all’epoca ricopriva il ruolo di Dirigente del settore urbanistico del Comune, sembra che ora sia esploso in tutta la sua gravità, specialmente dopo l’apertura del sottovia.

Infatti, sebbene il traffico delle autovetture del sottovia non sia aumentato rispetto a quello che transitava precedentemente sulle rampe superiori, si sta verificando un maggiore ingolfamento della rotatoria denominata “fagiolo”, vale a dire quella di fronte a Villa Alba, dove confluisce il traffico delle rampe superiori e di quelle interrate.

Il motivo è semplice, quasi banale, perché in quella rotatoria i mezzi pesanti, vale a dire i Tir, i porta-containers, i pullman, debbono obbligatoriamente rallentare perché a tanto costretti dalle dimensioni dell’aiuola centrale, e debbono avanzare molto lentamente, rallentando così sia le autovetture che provengono dalle rampe superiori, sia quelle che provengono da Via Atenolfi.

Ciò comporta anche un problema di sicurezza per i pedoni, aggravato dal fatto che l’attraversamento di Via Atenolfi di fronte a Villa Alba imprudentemente è stato fatto proprio nella curva all’angolo del giardino della struttura, come si evince dalla foto a correndo.

Su questo problema ho molto riflettuto e ti confesso che pure io mi sono scervellato, e alla fine ho concluso che, probabilmente, quella “zebra” non poteva essere piazzata altrove; ma così com’è costituisce un costante pericolo per i pedoni che debbono attraversare, anche in considerazione del blocco del traffico di cui ti parlavo prima e delle difficoltà, specialmente per le persone anziane, di attraversare speditamente in quella curva.

Ed è per questo che una soluzione va trovata, magari abolendo l’attraversamento in quel posto e costringendo i pedoni ad attraversare almeno una ventina di metri più indietro, delimitando i due marciapiedi con paletti e catene in modo da impedire ai pedoni l’attraversamento in quella benedetta curva.

E consentimi di concludere queste mie considerazioni con una “amenità ”, chiamiamola così, letta su un quotidiano locale, detta da un buontempone, come immediatamente l’ho classificato allorquando ho letto che vorrebbe far abbattere l’ex  Palazzetto dello sport, che tu hai definito, più opportunamente, Palaeventi”, visto che, purtroppo, dopo oltre un trentennio dalla sua costruzione, fa ancora bella mostra di se ma non può ospitare attività sportive in quanto oramai inadeguato; e proprio per la sua inadeguatezza io ho definito “buontempone” chi ha fatto la proposta del  suo abbattimento e della ricostruzione in altro luogo.

Probabilmente chi ha avuto questa idea non è un nostro concittadino, e pertanto non sa come vanno le cose nel nostro bello ma sfortunato paese, vale a dire che non conosce i tempi biblici per la costruzione di un’opera pubblica.

Un nuovo Palazzetto dello sport verrebbe progettato oggi e costruito tra un trentennio, e farebbe la fine di quello attuale in quanto, dopo tanto tempo, magari le regole saranno cambiate, e la costruzione non sarebbe più adeguata, e magari ci sarà qualche altro buontempone che dirà di abbatterlo e costruirlo altrove!

Piuttosto, siamo concreti e restiamo con i piedi piantati saldamente a terra, e cerchiamo di rendere finalmente fruibile questo “Palaeventi” il quale, se adeguatamente utilizzato, potrebbe dimostrarsi utile per la cittadinanza.

Ci conto?

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