La Ta.Ri. in cassa e la munnezza a casa

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Rifiuti Umidi in casa da ieri giovedi 4 luglio al prossimo 6 luglio.

La motivazione addotta dall’Amministrazione Comunale è connessa alla difficoltà di conferimento e smaltimento della frazione umida (da parte della Metellia) a causa della saturazione degli impianti attualmente esistenti.

Una situazione critica che inevitabilmente si riproporrà, in forme sempre più gravi,  anche per quanto concerne la frazione indifferenziata, in concomitanza della programmata chiusura per manutenzione del Termovalorizzatore di Acerra.

Ad oggi si registra un ritardo su scala regionale e per tutti gli Ambiti ottimali costituiti (ATO) della chiusura del ciclo dei rifiuti sia relativamente alla FRAZIONE UMIDA sia per la FRAZIONE INDIFFERENZIATA, considerata la presenza di un unico Termovalorizzatore, quello di Acerra, sottodimensionato rispetto alla produzione annua della Regione Campania.

Per la gestione della frazione indifferenziata i comuni da tempo sono stati chiamati ad attrezzarsi per creare siti di stoccaggio provvisori al fine di fronteggiare il fermo impianto di Acerra prevista ad ottobre per una durata presunta di circa 40 giorni.

Ancora più critica resta la frazione umida dove si sconta la carenza di siti di compostaggio ed un sistema che si continua a reggere sui trasporti fuori regione.

Si dirà che i Comuni non hanno responsabilità diretta e le polemiche generate dall’appello ai Comuni rivolto dal governatore De Luca per fronteggiare l’emergenza sembrerebbe dimostrarlo.

Ma non è cosi nella misura in cui tanti Comuni, e Cava risulterebbe tra questi, non hanno ancora dato piena attuazione alle disposizioni in essa contenute che prevedono, tra l’altro, la costituzione, nell’ambito dell’ATO territoriale di competenza, di attivarsi per la costituzione di sub ambiti distrettuali per la gestione associata del servizio di raccolta e smaltimento.

Una organizzazione che, se da tempo adottata, anche per Cava, avrebbe consentito di concertare con i Comuni aderenti al sub distretto, la ottimizzazione del ciclo dei rifiuti nonché, in materia di infrastrutture, la individuazione di aree per realizzare, con fondi regionali e comunitari, la necessaria impiantistica di prossimità per lo smaltimento della frazione umida, mediante la realizzazione di siti di compostaggio tecnologicamente affidabili e di bassissimo impatto ambientale.

A fronte degli attuali costi di smaltimento, la possibilità di beneficiare anche di fondi regionali per la realizzazione delle infrastrutture, renderebbe meno fragile il sistema di gestione dei rifiuti con conseguenti benefici sulla riduzione dei costi di smaltimento che stanno determinando il continuo aumento della Tassa Rifiuti a fronte di un servizio che potrebbe essere, di qui a breve, erogato sempre più’ a singhiozzo.

In tale contesto, sarebbe opportuno conoscere le iniziative, strutturali e non emergenziali, che il Comune di Cava ha posto in essere a partire proprio dalla definizione dei Sub Ambito Distrettuale; con quali Comuni limitrofi ed omogenei appartenenti al medesimo Ambito territoriale ha avviato il percorso previsto dalla legge?

Un passaggio fondamentale, nell’ottica della gestione del ciclo dei rifiuti in forma associata, anche per la individuazione delle aree idonee, per accessibilità estensione ed orografia, alla realizzazione impianti di prossimità, ad impatto ambientale minimo, capaci di smaltire la frazione umida e, ove necessario, di stoccare in via provvisoria quella indifferenziata.

Una necessità non più differibile per evitare che la gestione dei rifiuti avvenga sempre in regime emergenziale, dove a rimetterci siano sempre gli utenti finali costretti a pagare una tassa rifiuti tra le più elevate e nel contempo essere costretti a trasformare le proprie case in compostiere o microdiscariche del  pattume: vien da dire la Ta.Ri. è in cassa e la munnezza a casa.

Che Dio ce la mandi buona…

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