Cava, stasera con il MO! prove tecniche di unione tra Cirielli e Gravagnuolo

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E’ sempre in grande fermento la politica cittadina in vista delle prossime elezioni comunali. Questa sera è la volta dell’incontro promosso dal MO!, il progetto civico e meridionalista  promosso da Luigi Cretella, che ha dato appuntamento alle ore 20 al Pub Il Moro.

L’obiettivo è quello “di unire tutte le energie positive espressioni delle numerose realtà civiche e anche dei partiti che vogliono intraprendere la scelta civica” ed è rivolto a “tutte le anime che vogliono essere libere dai ricatti e dai comandi dei capi di partito”. Tra quanti hanno annunciato la loro partecipazione, c’è da segnalare quella di Fratelli d’Italia e Città Democratica.

Quello di Cretella appare un obiettivo onesto e in linea di principio condivisibile. Mettere insieme più forze attorno ad un progetto civico, anche con lo scopo di sfoltire il numero dei candidati a sindaco e di conseguenza contrastare l’eccessiva e deleteria frammentazione politico-elettorale, appare un tentativo apprezzabile pur nella sua oggettiva complessità.

Allo stesso  modo, la presenza di un partito come Fratelli d’Italia e di un movimento civico cittadino molto politicizzato come Città Democratica,  testimonia la volontà di verificare la prospettiva di dar vita ad un progetto politico ma più ancora elettorale più forte ed incisivo, oltre che con maggiori possibilità di risultare vincente. Una scelta quindi più che legittima per cercare di evitare che la prossima competizione elettorale si trasformi sia per FdI che per Città Democratica in una partecipazione dal risvolto decoubertiano.

L’obiettivo, pratico, oltre che politico ed elettorale, è quello di mettere insieme le forze per riuscire ad arrivare con il proprio candidato a sindaco al ballottaggio. In altre parole, dando per scontato che l’uscente Marco Galdi o eventualmente Giovanni Baldi riusciranno di sicuro ad arrivare al secondo turno, scalzare Enzo Servalli del Pd dal ruolo di principale concorrente alla poltrona di primo cittadino.

La strategia, insomma, appare chiara e, per quanto cinica, ha la sua valenza politica e la sua più che valida motivazione elettorale, nel senso che l’aggregazione avviene per debolezza e non certo per la forza espressa dalle due componenti.

I problemi, tuttavia, non mancano. Il primo è quello di trovare un candidato a sindaco condiviso e  capace di essere rappresentativo della nuova aggregazione, ma più ancora scrollarsi di dosso l’immagine di un’armata Brancaleone allestita unicamente per dare l’assalto al palazzo e tenuta insieme soprattutto dai sentimenti anti-Galdi. A ciò si aggiunge la concreta difficoltà di far comprendere, innanzi tutto ai propri rispettivi sostenitori, la bontà di un connubio che appare così azzardato e per certi versi politicamente impudico. E’ immaginabile, infatti, che molti candidati o sostenitori di Città Democratica, magari proprio quelli che Edmondo Cirielli e soci hanno sempre definito catto-comunisti, troveranno non poco disagio in un’alleanza con una formazione di destra. Alla stessa stregua, sarà difficile per qualche sostenitore di FdI, digerire un’alleanza politica con il movimento che ha come vero leader l’ex sindaco Gigino Gravagnuolo, fino a poco tempo fa indicato come avversario numero uno e messo alla gogna per la vicenda degli abbattimenti dei manufatti abusivi, avvenuta sette anni fa, ma il cui ricordo è ben vivo e presente in città.

In conclusione, le perplessità ci sono e, in ogni caso, in politica non è mai valsa la regola che mettendo insieme le sigle i voti si sommano. Anzi, è stato sempre vero il contrario. Tuttavia, c’è sempre una prima volta. (foto Giuseppe Auletta)

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