Cava, adozione del PUC fuori tempo massimo e non in variante al PUT

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foto Angelo Tortorella

Avremo così un PUC depotenziato che oltre a non rispondere alle esigenze della città e dei suoi cittadini, non potrà di certo qualificarsi quale principale strumento di pianificazione, libero finalmente dalle norme vincolistiche ed anacronistiche del PUT, e non essere in grado di generare economia e sviluppo 

Riceviamo e pubblichiamo

L’assessore all’urbanistica Giovanna Minieri annuncia che nel giro di 15 giorni la Giunta provvederà, peraltro in violazione all’art. 4 comma 1 lettera c) della Legge regionale 19/3017 che fissava il termine perentorio al 31 dicembre 2018, alla adozione del PUC.

Non si conoscono ancora in dettaglio i contenuti, ma sicuramente il PUC, per espressa ammissione dell’Assessore al ramo, non andrà in variante al PUT. A ben vedere se così sarà Cava non potrà gioire del nuovo piano non disponendo (finalmente) di uno strumento di pianificazione in grado di generare economia e sviluppo alla città.

Un PUC privo di potenzialità edificatoria o di norme in grado di derogare ai paletti vincolistici del PUT di certo non potrà costituire strumento di attrazione di investimenti pubblici e privati, risultando pregiudicata, nella sostanza, la possibilità, anche mediante il ricorso a Strumenti attuativi o in variante, di legittimare sul piano urbanistico interventi di riqualificazione urbana con cambi di destinazione urbanistica e creazione o diversa dislocazione di volumi funzionali allo scopo.

Tutto quanto certamente contrasta con l’obiettivo di implementare un nuovo assetto urbanistico, restando, altresì, esclusa la possibilità, in vigenza di uno strumento pianificatorio sovraordinato restrittivo come il PUT , di fornire risposte efficaci alla atavica emergenza abitativa che tanti abusi spesso di necessità hanno prodotto…

La mancata variante al PUT, ad una prima analisi e per le circostanze in cui sta maturando la gestazione del PUC, risiede nella urgenza di accelerare l’iter di approvazione del piano evitando lungaggini nella acquisizione dei necessari pareri preventivi da parte di enti preposti che, in ragione dei ritardi di adozione, potrebbero compromettere il completamento dell’iter di approvazione del piano nel termine ultimo fissato al 31.12.2019 con conseguente applicazione di norme di salvaguardia e l’onta della nomina di un Commissario ad acta da parte della Regione Campania.

Viene da pensare che la montagna ha partorito il topolino. Varie Amministrazioni, in ultimo quella Servalli, hanno in sostanza impegnato diversi anni ed impiegato tante risorse finanziarie e di personale per aggiornare un PUC già pronto nel 2008 e mai adottato. In tale contesto non può escludersi che la decisione di adottare un simile PUC rispecchi anche l’assenza di una visione strategica e di lungo termine, della attuale Amministrazione di dotarsi di uno strumento efficace andando oltre l’ordinario, disattendendo, peraltro, uno dei principali obiettivi politico programmatici dell’attuale Amministrazione.

In sostanza, nei prossimi mesi, se tutto andrà bene, avremo un PUC depotenziato che oltre a non rispondere alle esigenze della città e dei suoi cittadini, non potrà di certo qualificarsi quale principale strumento di pianificazione, libero finalmente dalle norme vincolistiche ed anacronistiche del PUT, ed in grado di conferire legittimazione urbanistica ai tanti interventi pubblici e privati di cui Cava ha bisogno per uno sviluppo organico ed una efficace azione di governo del territorio.

Pur non costituendo la consumata violazione del termine perentorio di adozione del PUC, nei termini sopra indicati, requisito di validità dell’atto di Giunta di prossima emanazione, il comportamento della Amministrazione comunale resta censurabile per due aspetti: uno sul piano strategico in quanto l’Amministrazione non ha osato andare in variante al PUT, con ciò pregiudicando non solo lo sviluppo urbanistico della città, ma anche la possibilità di rintracciare soluzioni normative agli abusi di necessità; l’altro, sul piano del comportamento della Amministrazione, che sicuramente non può dirsi essersi uniformato in questi anni, e su tale specifica materia, al principio di buon andamento ed efficienza, avendo ad oggi operato con ritardo, disattendo termini di conclusione del procedimento già oggetto di proroga.

La speranza, a questo punto, è che si proceda serratamente onde evitare che si violi l’ulteriore termine di approvazione del PUC fissato al 31 dicembre 2019, con ciò esponendo, alla scadenza se non prima, il Comune di Cava al rischio di nomina di un Commissario ad acta per l’ esercizio del potere sostitutivo con conseguente applicazione delle norme di salvaguardia che decreterebbero la sospensione di ogni attività edilizia, con grave nocumento per imprese e professionisti del settore.

Chi vivrà vedrà.

Massimo Mariconda

Coordinatore cittadino di MERIDIONE NAZIONALE

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