Napoli, torna Caravaggio in una grande mostra a Capodimonte

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E’ tutto pronto per il ritorno a Napoli del grande Michelangelo Merisi da tutti conosciuto come il Caravaggio. Il Museo di Capodimonte ha annunciato una mostra che si terrà da aprile a luglio dal titolo “Caravaggio a Napoli” che promette sin da ora di riscuotere un notevole successo di pubblico.

“Non servirà per fare visitatori –  ha affermato il direttore del Museo, Sylvain Bellenger – ma per studiare i 18 mesi di Caravaggio a Napoli e il suo effetto sulla scuola pittorica napoletana. Seguirà un percorso caravaggesco attraverso la città: i luoghi dove è vissuto e che ha frequentato, quello del suo studio, quello che l’ha accolto quando è arrivato come un rifugiato in un paese nuovo con leggi diverse. L’ultima mostra su Caravaggio a Napoli è stata nel 2004, in questi 15 anni ci sono state tante novità e anche la nostra visione di Caravaggio è cambiata: a quella incentrata sulle prostitute e i ragazzi di Roma ora si preferisce quella del dramma che segue l’episodio dell’assassinio in duello da parte del Merisi di Ranuccio Tomassoni”.

La mostra si soffermerà sul periodo del soggiorno napoletano di Caravaggio, considerato dagli esperti uno dei più intensi della sua straordinaria produzione artistica.

Michelangelo Merisi da Caravaggio soggiornò a Napoli in due differenti periodi: il suo primo soggiorno partenopeo fu a cavallo tra il 1606 e il 1607nei Quartieri Spagnoli, dopo la fuga rovinosa da Roma. Sono di questo periodo due capolavori ancora presenti in città: “Le Sette Opere di Misericordia”, uno dei lavori più importanti di Caravaggio che si trova presso il Pio Monte della Misericordia in via dei Tribunali, e la “Flagellazione di Cristo” custodita proprio presso il Museo di Capodimonte.  Successivamente tornò a Napoli nel 1609 ed è di questo periodo un altro grande capolavoro, il “Martirio di Sant’Orsola”, terminato a  poche settimane dalla sua morte e ora conservato all’interno della Galleria di Palazzo Zevallos Stigliano di via Toledo.

Una mostra per approfondire il periodo napoletano di Caravaggio, quello più intenso della sua produzione artistica, per capire il contesto in cui ha lavorato, le sue frequentazioni, il successo di un artista amato e maledetto che a Napoli trovò il fermento giusto per produrre i suoi capolavori.

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