Campania, visite record dei musei nel 2017. Al Museo di Buccino aumento del 129%

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Record di visite nel 2017 per i musei Campani. Ottime notizie per i luoghi della cultura della nostra regione, i dati dell’ Ufficio statistica del Mibact presentano un quadro positivo e in costante aumento con la Campania stabile al secondo posto delle regioni più visitate (8.782.715), dopo il Lazio (23.047.225) e prima della Toscana (7.042.018).

A fare da traino a questi risultati è stato il sito degli scavi di Pompei, secondo in tutt’Italia solo al Colosseo con 3,4 milioni di visitatori. Bene anche le altre esperienze delle gestioni autonome dalla Reggia di Caserta, al Museo archeologico Nazionale di Napoli, a Capodimonte, a Paestum. Nel 2017 tutti i musei hanno registrato tassi di crescita, ma il patrimonio archeologico è stato il più visitato: circa un terzo dei visitatori si sono concentrati tra Pompei, Paestum, Ercolano, e i grandi musei di Napoli.

Il ministro Franceschini ha tenuto a precisare che: “l’Italia viaggia in controtendenza rispetto al resto d’Europa “con tassi di crescita a due cifre, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno che, anche nel 2017, hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione del trend nazionale”.

Questa la classifica della Campania:

  1. Pompei (Area archeologica per il 95%, santuario per il 5%)
  2. Napoli (numerosi e diversi itinerari)
  3. Costiera amalfitana (Amalfi la più visitata, seguita da Positano, Ravello e Vietri)
  4. Sorrento
  5. Ercolano (Area archeologica, ma anche Ville del Miglio d’Oro)
  6. Capri
  7. Caserta (Reggia, Setificio di San Leucio, Casertavecchia)
  8. Salerno (Duomo, Giardini Minerva, Murales Fornelle)
  9. Paestum (Parco Archeologico/Museo)
  10. Padula (Certosa)

Per quanto concerne i musei, i principali sono stati i seguenti:

  1. Certosa di San Martino (Napoli)
  2. Museo Archeologico di Napoli
  3. Cappella Sansevero (Napoli)
  4. Museo Archeologico di Paestum (Salerno)
  5. Museo di Capodimonte (Napoli)

Significativo anche l’aumento di interesse nei confronti dei luoghi della cultura tradizionalmente meno visitati come il museo di Buccino. Nel 2017 al Museo archeologico nazionale di Volcei “Marcello Gigante” di Buccino è stato registrato un aumento di visitatori del 129% rispetto al 2016, con oltre 5000 visitatori in più.

Il museo, gestito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino, è ospitato nell’ex convento quattrocentesco degli eremitani di S. Agostino ed espone i reperti rinvenuti nell’area di Buccino (anticamente detta Volcei), tra i quali il corredo funerario femminile della Tomba degli Ori, una tomba a camera del IV sec. a.C. e il mosaico della Sala del Banchetto di cui è stato ricostruito l’ambiente con le pareti decorate in stucco policromo. Un viaggio itinerante che va dall’età preistorica sino all’epoca romana per arrivare, infine, al medioevo, in un luogo di gran rilievo culturale, ma poco conosciuto.

Il Museo, in seguito alla diffusione di questi dati, si è trovato al centro di una polemica in quanto è stato chiuso per circa un anno e mezzo per lavori di efficientamento energetico e quindi la struttura è stata aperta al pubblico solo a luglio 2016. Per cui, tenendo conto di questo fatto, i dati del Ministero sarebbero falsati perché riguardano soltanto sei mesi e ne consegue che l’incremento di presenze avuto nel 2017 è al di sotto del dato in aumento nazionale e si riduce solo al +12% rispetto al 129%.

Al di là della diatriba dei numeri il Museo di Buccino è una realtà culturale di grande rilievo. E’ collegato al “Parco archeologico urbano dell’Antica Volcei” inaugurato nel 2003, che si sviluppa lungo l’asse principale dell’antico Municipio romano (il decumano massimo) situato nel centro storico della città e vanta reperti che vanno dalla preistoria sino all’epoca romana. Un luogo di indiscusso interesse, ma ancora poco noto.

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