La Filosofia tiene svegli: a colloquio con Guido Cassinadri

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Quando pensiamo alla filosofia, evochiamo a prescindere dal contesto, aule scolastiche, libri voluminosi, volti greci, parole, citazioni e teorie. Tutti questi elementi si fondono tra loro e costituiscono il nostro immaginario collettivo, che nel corso dei secoli si è arricchito significativamente.

Con l’avvento dei social media, in particolar modo Youtube, la divulgazione filosofica è divenuta uno strumento per riflettere non solo sui problemi esistenziali, ma anche su quelli relativi ad altri aspetti della conoscenza. Questo ha permesso alla filosofia di avere una chiave di lettura inedita ed originale, decodificabile da una più vasta gamma di pubblico. Dunque, la filosofia ha individuato da tempo un nuovo forum per per dibattere.

Oggi intervistiamo Guido Cassinadri, 23 anni, laureato in filosofia all’Università di Bologna, città dove vive, e fondatore del canale Youtube “La Filosofia tiene svegli”, un progetto seguito da quasi 2.000 utenti. La caratteristica principale di questo canale è l’incredibile diversità dei temi che vengono trattati, oltre che l’applicazione dei concetti filosofici sui più disparati personaggi. Così, si transita dall’antropologia evoluzionistica al fitness, dalla scienza ai viaggi, dalla società alla sex education. Non mancano numerosi ospiti come Roberto Mercadini, WesaChannel, Giulia Pastorella e Ivan Corrado. Tutto viene spiegato con un linguaggio accessibile, nitido, sintetico e delineato, con l’obiettivo di approfondire argomenti tramite la riflessione. In questa intervista, Guido risponderà ad alcune domande sul percorso del suo progetto e sulla sua idea di filosofia.

Quando hai deciso di creare il canale youtube? Come hai iniziato a fare video?

Ho iniziato questo progetto tramite un sito, con un mio amico, nel settembre del 2017. Eravamo al secondo anno di università e studiavamo filosofia. Sapevo già che avrei dovuto aprire il canale Youtube, avevo già quella consapevolezza, perché i blog erano sempre meno letti e Youtube era il luogo migliore dove realizzare questo tipo di attività. Però all’epoca aspettai, ritenni che non era ancora il momento, forse perché non avevo né le capacità né il tempo (a causa degli esami), né le conoscenze dal momento che ero all’inizio. I primi video li caricai a febbraio 2019, ma ne feci solo un paio e mi fermai, mentre la vera attività del canale iniziò da giugno 2019 e proseguii anche a luglio. Mi ero laureato e avendo tutto il tempo disponibile, cominciai seriamente ad occuparmene. Quindi è stato un processo per step, ma da quel momento c’è stata una programmazione costante.

Un mio amico mi vendette le luci e il microfono. Poi utilizzai il cellulare come one Plus 6T per fare video anche in 4K (standard per la risoluzione della televisione digitale, N.d.R.).

Come selezioni gli argomenti e le tematiche da affrontare nei video?

Cerco di portare qualcosa che può essere interessante per tutti, perché ci sono tantissimi argomenti che studio. Raramente porto un argomento inerente al materiale universitario perché presuppone una conoscenza o qualcosa di eccessivamente tecnico e sarebbe di nicchia. Spesso seleziono sulla base di altri libri che leggo e che mi interessano, o che ritengo interessanti anche per un ampio pubblico. Oppure sulla base di una tematica che mi ispira, in modo tale da iniziare a scrivere il video e avere l’idea. È necessaria la componente soggettiva, ma importante è dare uno sguardo esterno per capire se alla gente interessa realmente quest’argomento. Qualche volta ho affrontato delle serie tv o film, perché mi piacevano e ho deciso di parlarne. Un video che ho realizzato “come preparo un esame”, è generalmente interessante ma è pensato anche per gli studenti di filosofia che spesso mi chiedono consigli su come preparare un esame e che vogliono conoscere il mio approccio. Faccio molti video con ospiti, questo è un modo per mostrare come la filosofia può essere abbastanza flessibile da dialogare con vari saperi. Uno dei criteri per scegliere l’argomento è anche quanto sia interessante l’ospite, cosa ha da dire di importante.

Quali difficoltà hai trovato nel percorso del canale?

Mi aspettavo una crescita maggiore, a dire la verità ero più ottimista, forse eccessivamente. Però sono abbastanza soddisfatto della crescita, lenta ma costante. Non riscontro difficoltà specifiche, salvo delle volte in cui non ho molta voglia di pensare o leggere per produrre i video.

Quanto tempo impieghi per realizzare un video, e quanto usufruisci del montaggio?

Dipende, per realizzare il video di Sex Education ho finito di vedere la serie, ho pensato e ho fatto il video. Ho impiegato la durata effettiva del video, cioè 20 minuti, inoltre in quel caso non c’è stato montaggio. Un esempio è quello dei video di Wesa e Roberto Mercadini, registro senza interrompere,però capita di rado, in realtà è un’eccezione quel tipo di video. La maggior parte delle volte il processo totale ha una durata di diverse ore, ad esempio la lettura e lo studio di un libro per fare un video occupa diverse ore. Oppure un video come quello “Luis VS GuntherAnders” ha richiesto un mese di letture e revisione del video, per individuare la struttura del video. Questo è l’esempio di massima durata. Quindi è un tempo abbastanza variabile, in media qualche ora perché faccio pochi tagli.

Il tuo canale coniuga la filosofia al vlog (video-blog). Pensi che questo format sia quello vincente per espandere il tuo pubblico?

Si, avevo l’idea di fare vlog sfruttando l’Erasmus ma quel progetto è sfumato. Il canale è comunque un progetto secondario perché sto studiando per l’università. Non ho dedicato molto tempo a livello strategico, dovrei studiarmelo di più perché sono ancora all’inizio, ma sto lentamente imparando cosa è meglio fare è cosa evitare. La cosa migliore sarebbe trattare gli argomenti scottanti del momento, però per come imposto il video e per come è attualmente l’attività (qualcosa che faccio nel tempo libero) non riesco spesso a trattare gli argomenti scottanti del momento. A volte vorrei fare un video su Salvini o sul Papa, ma desisto dal farlo per vari motivi; un po’ perché sono impegnato da ragioni universitarie e anche perché preferisco parlare di cose sicure al 100%, se ho ancora dei dubbi su una posizione preferisco non espormi per adesso.

In alcuni video hai trattato dell’importanza dell’Erasmus. Come si posiziona il filosofo in un mondo globalizzato e iperconnesso come il nostro? Cosa può insegnare ai giovani studenti?

Il filosofo si pone potenzialmente ovunque perché la capacità che fornisce la filosofia è quella di essere un metodo prima che un contenuto, quindi può essere utile per qualsiasi cosa, dalle auto a guida autonoma fino alla comprensione di un quadro di Banksy. Il filosofo ha un ruolo sociale e politico nel dibattito, ed è trasversale perché dipende dalla sensibilità di ciascuno, di come vuole impegnarsi e agire nel mondo, come analizzarlo e da quali prospettive.

La filosofia insegna l’amore per il sapere, la divulgazione è legata alla filosofia nella misura in cui stimola l’interesse a studiare qualcosa. Da questo punto di vista può interessare, più che insegnare un concetto, un contenuto o qualcosa di specifico può dare un orientamento a come approcciarsi alla conoscenza, mostrare che sapere cose e imparare a pensare è bello, divertente, piacevole, importante e utile per la professione. Fornisce un approccio alla vita, allo studio, a tutto e credo che questa sia la cosa più importante. Serve all’individuo per la crescita e può farla fruttare in molti modi a seconda dell’applicazione.

Alla luce del Covid, quali sviluppi e mutamenti potrebbe subire il dibattito filosofico nei prossimi anni?

Di sicuro si pongono quei problemi che erano già presenti nel dibattito filosofico, semmai si acuiscono e si intensifica l’emergenza. Tutti i problemi riguardo la privacy, i dati, la sorveglianza del governo sui cittadini, quali forme politiche possono dare una risposta ai problemi globali, cioè quali forme di governo di rappresentanza politica possono far fronte a un mondo che era già interconnesso prima con tutti i problemi della globalizzazione, che adesso si intensificano perché insieme al Covid  ci sono anche problemi sanitari, riscaldamento globale, armi nucleari. Tutti problemi che, dal punto di vista filosofico, ci pongono l’urgenza di ripensare al rapporto tra politica e cittadino, il ruolo che ognuno di noi ha a livello globale, quindi anche problemi di etica intergenerazionale, problemi importanti come quelli legati alle tecnologie, editing genetico, bioetica  e intelligenza artificiale. Secondo me il Covid ha dato un potenziamento a un processo storico che era già in atto; un processo di globalizzazione e un processo di automazione del lavoro, è un fattore storico dirompente perché velocizza molti processi, anche a livello politico. Il problema tra scienza e politica si pone ancora più radicalmente, e abbiamo capito che queste due forme debbano dialogare sempre di più, come un altro problema è quello della comunicazione e dell’alfabetizzazione scientifica della popolazione che coinvolge scienza e democrazia.

Tutto sommato erano gli stessi problemi che avevamo prima che sono stati radicalizzati e velocizzati nei processi storici.

Hai fatto un video dove spiegavi la filosofia del fitness. Pensi che l’esercizio fisico possa diventare in futuro un argomento centrale di ricerca tra i filosofi?

Potenzialmente sì, in effetti ci sono poche ricerche su questo argomento. Sarebbe sicuramente un bene se diventasse oggetto di dibattito, ma questi tipi di studi più che nella filosofia sono legati alla sociologia, agli studi sociali o antropologici, e si porrebbero la domanda “come le persone vivono il loro corpo?”. Sicuramente richiederebbe maggiore riflessione. Storicamente la filosofia prediligeva argomenti ritenuti più importanti, ma adesso non è più così. I fattori socialmente rilevanti, quindi la cultura di massa è sempre degna di uno sguardo filosofico, anzi dovrebbe essere la prima cosa proprio perché occupa la vita delle persone più che i sistemi metafisici. Auspico che sia così anche se non saprei, non credo di poter prevedere la direzione del dibattito filosofico anche perché ci sono infiniti dibattiti.

Molti dei tuoi contenuti sono applicati a serie tv, film e libri. Ritieni che questo approccio, possa cambiare l’idea tradizionale della filosofia e offrire una visione differente?

Se ci pensiamo la filosofia è sempre stata filosofia pop, Aristotele parlava della tragedia del suo tempo e il fatto che la filosofia su internet si presenti sempre più come filosofia pop, non è una novità, semmai è una novità nella quantità e secondo me sempre di più si va in quella direzione.

L’idea tradizionale della filosofia dipende molto dalla scuola, è lì che bisognerebbe cambiare l’approccio. Se la filosofia pop entrasse nelle scuole, allora cambierebbe l’approccio generale.Finchè a scuola si insegnala storia della filosofia in modo noioso ed astratto, l’idea generale non cambia. Se invece sempre di più non solo su internet ma anche a scuola la filosofia diventa pop, con il passare delle generazioni idealmente sì, cambia l’idea della filosofia.

Perché l’immagine della filosofia che i ragazzi si fanno e che poi mantengono come idea la costruiscono a scuola. Se a scuola hai un prof che te la fa odiare, non sarà certo il video su Youtube di filosofia pop che ti fa dire “ma sì dai, mi prendo un libro di filosofia” perché se per 3 anni hai sofferto, è dura che poi cambi l’idea. Lo vedo anche con persone che conosco che nonostante apprezzino i miei video, hanno un’idea talmente noiosa e astratta della filosofia che non si sognerebbero mai di prendere un libro e studiare perché poi è anche faticoso.

Cosa consiglieresti  ad uno studente che si affaccia al mondo della filosofia?

Consiglio di studiare molto, di leggere molto. A livello pratico, consiglio di leggere libri sia di letteratura primaria (opere dei filosofi) che di letteratura secondaria, ovvero filosofi di oggi che ti spiegano Kant, Hegel, Heidegger, perché altrimenti è troppo difficile un approccio diretto al filosofo. Ci sono alcuni filosofi che puoi studiare direttamente perché sono più semplici, ma per altri hai bisogno necessariamente di una guida, e ci sono vari strumenti per avere questi tipi di guide. Su Youtube ci sono tantissimi divulgatori che possono darti una direzione, sono tanti ed italiani e possono darti dei consigli di lettura per affrontare i testi e leggere testi di filosofia pop può rendere la comprensione più accessibile. L’importante è sperimentare e provare nuove strade, non disdegnando anche lo studio al di fuori della filosofia. Ad esempio se studi filosofia del linguaggio è opportuno studiare anche linguistica o psicolinguistica, cioè le scienze che si sono sviluppate da quel campo, proprio perché la filosofia è necessaria ma non sufficiente per affrontare un tema. Posso avere una perfetta conoscenza della filosofia della storia di Hegel, ma devo studiare anche la storia vera ad esempio. Non illudersi che il filosofo abbia la verità in tasca, crearsi un bias di conferma di quelli che danno ragione a noi, ma cercare di mettersi sempre in discussione, criticare il filosofo, ma avere un approccio particolare; da una parte accettare il “patto narrativo”, magari ho letto cose assurde, ma è importante sforzarmi di entrare in un’ottica e cogliere il buono che c’è, anche se è fuori dal tempo e dal nostro mondo. Avere uno sguardo di indulgenza verso il filosofo, contestualizzarlo, sapere perché e come ha detto quelle cose (qui i libri di letteratura secondaria sono fondamentali), una volta fatta quest’operazione essere pronti a criticare i filosofi. Personalmente sono molti di più i filosofi con cui non vado d’accordo che quelli con cui vado d’accordo, ma è importante questo. Questo movimento continua ed anche movimento interiore, cercare di costruirti tu l’idea su quella filosofia lì. Questi sono i consigli più elementari ed entry level che potrei dare.

Quali sono i tuoi piani futuri? Hai dei progetti per aggiornare il canale?

A livello lavorativo ho fatto l’esame per poter insegnare storia e filosofia nei licei, quindi potenzialmente potrei fare il concorso quando uscirà. Tengo anche aperta anche la strada del dottorato. Con il canale queste due cose sono connesse perché da giugno inizierò a studiare per la tesi magistrale in Filosofia della mente, e questo potrebbe avere un impatto sul canale perché generalmente a me piace studiare un po’ di tutto. Quando mi concentrerò su quello può essere che porti più argomenti legati a quel tema. La mia tesi triennale la feci sull’evoluzione, infatti molti video iniziali erano su quell’argomento. Credo possa accadere lo stesso con quella magistrale, quindi sarà uno specchio di quello che starò studiando. Dopo la tesi, mi piacerebbe fare sempre più interviste con professori della mia università, trovare modi interessanti per fare video insieme. Poi non ho piani molto definiti, sono un  po’ work in progress.

Ringrazio Guido Cassinadri per avermi concesso l’intervista e gli rinnovo i miei complimenti per il canale. Guido ha anche un account Instagram dove potete chiedere informazioni o approfondimenti su quello che fa, se volete addentrarvi nel meraviglioso mondo della filosofia.

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