ELEZIONI USA 2020: Sanders stravince in Nevada

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foto tratta da profilo Fb

Nella giornata di sabato 22 febbraio, si sono svolti i caucuses nel primo stato dell’ovest americano, il Nevada. Vediamo come sono andate le cose e analizziamo i risvolti sulla corsa democratica.

Bernie Sanders ha stravinto anche il Nevada. Questa è la notizia che negli scorsi giorni ha letteralmente bombardato i media USA, perché nonostante i sondaggi mostrassero un chiaro segnale di vantaggio, l’attesa per questi risultati è stata piuttosto elevata. Il senatore del Vermont, è il primo candidato democratico e repubblicano a ricevere più voti nei primi 3 stati al voto nella stagione delle primarie. Un record che ci racconta molto sul suo successo e delle sue enormi possibilità di vincere la nomination democratica.

Joe Biden, invece, sembra aver retto, vincendo la sfida con l’altro candidato centrista, Pete Buttigieg, che nella fase iniziale dello spoglio si era autoproclamato vincitore tra i candidati moderati. Pessima performance per Elizabeth Warren ed Amy Klobucharche alla luce dei risultati negativi, non avrebbero motivi validi per restare in corsa,mentre per Tom Steyer, risultato magro che però gli consente di continuare la corsa.

Anche questa volta, i risultati completi si sono fatti attendere circa 48 ore (ma per via della vittoria con un ampio margine non ci sono state polemiche).

Sanders domina nel sud, precisamente a Clark Country (dov’è situata Las Vegas), e nel nord-ovest, a Washoe Country (la cui città più importante è Reno). Buttigieg incassa i voti nelle zone quasi spopolate, come Pershing Country, Nye Country, Lincoln Country e Douglas Country. Steyer prevale a Mineral Country.

Ma rispolveriamo la classifica generale aggiornata dei delegati nazionali, (quelli che contano per la vittoria finale).

Sanders guida con 45 delegati, seguito da Buttigieg che ne ha 25. Biden è terzo e si ferma a 15, la Warren è quarta con 8 e vicino a lei c’è la Klobuchar che ne ha 7.

Questa vittoria, permette a Sanders di godere di un momentum maggiore fino al prossimo stato che voterà, cioè la South Carolina, sabato 29 Febbraio. Se JoeBiden non dovesse farcela in questo stato, un suo ritiro sarebbe inevitabile, mentre una vittoria risicata (scenario più probabile), costringerebbe Biden a rimanere in corsa e a fratturare ancora l’ala moderata del partito.

Ma diamo uno sguardo agli ultimi sondaggi che sono abbastanza contraddittori.

Il primo è stato condotto dal Marist College, per l’emittente NBC News e fornisce i seguenti risultati:

Biden 27%
Sanders 23%
Steyer 15%
Buttigieg 9%
Warren 8%
Klobuchar 5%
Gabbard 3%.

Tra gli elettori neri

Biden 35%
Sanders 20%
Steyer 19%
Warren 7%
Buttigieg 4%
Klobuchar 2%

Qui, Sanders sarebbe a soli 4 punti da Biden, è questo non lo danneggerebbe in termini di delegati.

Il secondo, è stato rilasciato da Public Policy Polling è registra i seguenti dati

Biden 36%
Sanders 21%
Warren 8%
Buttigieg 7%
Steyer 7%
Gabbard 6%
Klobuchar 3%.

Tra gli elettori neri

Biden 50%
Sanders 21%
Steyer
Gabbard 6%
Buttigieg
Warren 2%
Klobuchar 1%.

In questo scenario, Sanders sarebbe distante 15 punti da Biden, che vincerebbe nettamente il voto popolare.

A livello generale, il sito FiveThirtyEitht ci conferisce un quadro più completo della situazione. Sanders ha il 46% di possibilità di intascare la nomination, mentre una convection contestata sarebbe poco più sotto al 42%.

Questa notte, si terrà il decimo dibattito democratico, è sarà forse il più importante e atteso di sempre. Bloomberg resta un’incognita. Una settimana fa è stato accusato da tutti i candidati presenti sul palco, per via di questioni legate a leggi sulla polizia quando era sindaco di New York, o ad abusi femminili, o a volersi “comprare” le elezioni. Adesso, dovrà dare una vera dimostrazione della sua forza nel diventare lo sfidante di Sanders.

Quest’ultimo non deve fare errori, che a questo punto della partita, potrebbero compromettere le sue chance. In merito ad un’intervista di ieri al celebre programma “60 Minutes”, Sanders ha risposto ad una domanda, sostenendo che Fidel Castro ha “fatto anche cose buone, come l’instaurazione di un programma di alfabetizzazione”. Sarà certamente attaccato per questa risposta e dovrà sapersi difendere. La Warren, spera di conseguire una buona performance per cercare di infondere qualche speranza ai suoi elettori, pur consapevole delle sue basse possibilità.

Biden deve cercare non solo di replicare lo scorso dibattito, ma di continuare a migliorare le sue capacità di energizzazione che sembrano svanite da mesi (o che forse non ha mai avuto). Per Steyer sarà la seconda volta sul palco e dovrà essere anche dissidente rispetto alle idee degli altri candidati, senza essere d’accordo con tutti.

Ci avviciniamo poi al Super Tuesday, in programma per martedì 3 marzo. Voteranno 16 stati e le isole Samoa, e consegneranno il 34.5% dei delegati complessivi. In California e in Texas secondo i sondaggi è avanti Sanders, è se dovesse concretamente vincere, le porte alla vittoria si spalancherebbero.

“The Bernie” si sta configurando come il vero front-runner di queste primarie, questa è la percezione degli elettori, che sono sempre più sicuri del fatto che i democratici saranno rappresentati da un anziano socialista. Già, proprio lui che non è iscritto al partito.

In ogni caso, nelle prossime settimane vedremo delinearsi due possibili scontri: Sanders contro Biden o Sanders contro Bloomberg. Buttigieg è quasi fuori dai giochi, perché ha dimostrato di non avere abbastanza sostegno tra le minoranze, mentre la Warren e la Klobuchar sembrano essere sul punto di cedere.

Ci aspettano settimane di fuoco che inizieranno questa notte. Il dibattito si svolgerà questa notte, tra le 2 e le 4 (ora italiana) a Charleston in South Carolina e sarà organizzato da CBC News e dal Congressional Black Caucus Institute. Per seguirlo, non vi basterà altro che sintonizzarvi sul sito di CBC News all’orario sopra indicato. E noi, ci risentiamo domenica… se avremo i risultati.

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Sono nato a Cava de’Tirreni l’11 giugno 2003. Ho frequentato la scuola media Giovanni XXIII (Sede Centrale) e attualmente frequento l’indirizzo Economico -Sociale presso l’Istituto De Filippis – Galdi. Sono un appassionato di viaggi, di musica di sport (in particolare calcio e rugby) e dal 2014 seguo gli sviluppi della politica italiana. Ho seguito costantemente le elezioni Usa 2016 che generarono in me un vivo interesse e da quel momento non mi sono più fermato. In seguito ho infatti seguito decine di elezioni in giro per il mondo, dalla Spagna alla Nuova Zelanda, dalla dal Brasile alla Russia. Negli ultimi tre anni ho seguito il processo della Brexit, dell’indipendenza Catalana e di molto altro. Se dovessi definirmi direi che ho moltissimi pregi a altrettanti difetti. Mi sono spesso distinto per la mia capacità di ascoltare tutte le opinioni perché ritengo che la verità non sia una sola, quindi bisogna collaborare finché non giungeremo ad un idea che rappresenti tutti.

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