ELEZIONI USA 2020: Sanders conquista il New Hampshire

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foto tratta da profilo Fb

Nella notte italiana, sono arrivati i risultati delle primarie in New Hampshire, un importante banco di prova per i candidati democratici e per quella che sembra essere una sfida a due.

Bernie Sanders ha vinto le primarie dello stato del New Hampshire. Dopo una lunga attesa infatti, il Senatore del Vermont, ha sigillato quello che viene considerato uno stato molto liberal e progressista, noto per la presenza di pochissimi divieti (non esistono limiti di velocità, non è obbligatorio indossare la cintura in auto e le tasse statali sono inesistenti), ma anche per le numerosa presenza di granito (per questo viene denominato “The Granite State”).

Dopo l’Iowa, Buttigieg ha accorciato le distanze in questo feudo di Sanders, che nel 2016 ottenne oltre il 60% dei voti. La vera sorpresa di quest’appuntamento delle primarie è la senatrice Amy Klobuchar, che ha scavalcato il vicepresidente Biden e la senatrice Warren. Ha intercettato il voto degli indipendenti e si sta affermando insieme a Buttigieg come una solida realtà al interno delle primarie. Secondo molti analisti questo risultato favorisce Sanders, perchè il campo dei moderati è sempre più affollato.

Se facciamo un’analisi dettagliata, Sanders ha vinto con buoni numeri nelle grandi città, tra gli uomini, tra i latini e tra chi non possiede un elevato titolo di studio, mentre Buttigieg ha prevalso nelle zone suburbane benestanti, tra le donne e tra chi possiede una laurea (qui una comparazione tra New Hampshire e Iowa) Biden invece fa bene solo con gli over 65 e questo spiega il suo pessimo risultato. D’altronde la campagna di Biden percepiva già la sconfitta da un paio di giorni, proprio in uno dei suoi ultimi comizi Biden ha  insultato una signora che gli aveva posto una domanda sui caucus e ieri mentre i seggi erano aperti in New Hampshire, l’ex vicepresidente ha deciso di abbandonare il comizio che solitamente si tiene dopo l’annuncio dei risultati per dirigersi in South Carolina (questo indica un certo grado di nervosismo). Una mossa che ha lasciato sconcertati i media e i centinaia di volontari che da mesi lavorano per la sua campagna, una mossa che però sa tanto di ultimatum. “Zio Joe” sa che la sua candidatura sta tramontando e ha intenzione di giocarsi le sue ultime chance in uno degli stati a lui più favorevoli (fino ad un mese fa). È consapevole che in caso di sconfitta in South Carolina, non solo le probabilità di vincere la nomination scompariranno ma sarà costretto a ritirarsi prima del Super Tuesday (dove peraltro sta subendo un vistoso crollo in termini di delegati).

Dopo i risultati, Andrew Yang, Deval Patrick e Michael Bennet si sono ritirati dalla corsa alle primarie perché consapevoli dell’ inesistenza di possibilità di vincere. Arrivati a questo punto, la vexata quaestio dirompente tra giornalisti e appassionati è : “La Warren si ritirerà e darà il sostegno a Sanders?”, “oppure si ostinerà a proseguire un cammino che diventa sempre più tortuoso” e che sembra assomigliare ai gironi del inferno dantesco (vista la difficoltà che la attende nei prossimi stati al voto). I principali indizi di questo giallo, ci indirizzano nella prima ipotesi., la Warren dovrebbe ritirarsi e appoggiare Sanders in modo che la parte progressista del partito ne tragga beneficio.

A questo si aggiunge l’incognita Buttigieg che seppur abbia incassato risultati positivi, deve fare i conti con gli stati dove le minoranze sono più presenti e dove lui è più debole secondo i sondaggi. Insomma, possiamo dirlo ad alta voce: “il New Hampshire ha ridesignato le primarie”. Intanto “The Bernie” è il nuovo front-runner delle primarie democratiche secondo la media di Real Clear Politics e secondo il principe degli statisti Nate Silver, che attualmente lo accredita del 37% di possibilità di vincere la nomination democratica. Cresciute sensibilmente anche le probabilità di una convection contestata, che ora diventa un ipotesi da tenere seriamente in considerazione e che incute timore nei più ardimentosi “anti-trump”. Costui, ha invece governato incontrastato anche le primarie in New Hampshire, guadagnando l’85% delle approvazioni e tutti i 22 delegati nazionali. Poco fa, Trump ha diffuso dal suo profilo Twitter un immagine dove si possono osservare alcuni numeri associati gli ultimi presidenti dal 1996, elogiandosi per la portata del risultato in New Hampshire.

Il prossimo appuntamento per le primarie è sabato 22 Febbraio (segnatevelo in agenda), quando si apriranno i caucus in Nevada. Anche se arrivano notizie “rassicuranti” da parte degli organizzatori dello spoglio, non vedrete il mio articolo fino a quando non ci sarà certezza nei dati. Detto questo, noi ci risentiamo il 22 Febbraio con una nuova tappa di queste incredibili primarie democratiche.

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