Cultura smarrita

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foto Angelo Tortorella

Ne sento la mancanza. In notti come questa. Del primo caldo. Delle incertezze, tipiche, da Nuovo Governo Tecnico, NGT per gli amici. Oppure, se vogliamo, Nuovo Governo Tecnico Politico, se vi piace di più. Da più il senso di “governo del popolo”.

Robba che nemmeno Eisenstein avrebbe messo su. Vabbè, ‘ndiamo avanti. Si, ne sento la mancanza. Delle sue movenze, e della sua voce, anche se, concretamente, nato negli ’80, non l’ho mai, per bene conosciuta. Ne ho solo avvertito il fascino, di fine Novecento. Balzava da un Salotto all’altro, literaire o meno, di baccanale in baccanale, faceva la voce grossa, insomma interveniva e disegnava la storia di questo Paese. Almeno per quel pochissimo che ho letto e sentito in giro. Ne sento la mancanza, senza averla conosciuta per il suo modo di ancorar comunque cose a sostanza e a contenuti.

La Cultura, C maiuscola, insieme di cose che ci contraddistingue, nel vivere fondante, come cittadini di questo strano Paese, ancora oggi. Fatta di tutto ciò che facciamo e siamo: dal come respiriamo a come diciamo “reddito di cittadinanza”. Manca nei momenti clou quando occorre provare a tirare fuori dal guado il Paese. Non so come mai, non so perché i bohemienne ci hanno lasciato. Come dire dopo Sartre nessuno mai più dans la rue. Ne ho sentito la mancanza in questi giorni di governo si governo no. Magari ci sarebbe stato bisogno della visione di uno scrittore, artista, pittore, imbianchino, ‘nsomma qualcuno capace di dare una visione nuova anche pessimista ma almeno qualcosa di più basato, di più oltre del solito tran tran Europa cattiva marameo.

Complice, forse, quella spasmodica ricerca del disimpegno a tutti i costi, come se fosse di moda, o meglio radical chic, non interessarsi alla politica, anzi del tutto allontanarsene. Colpa pure loro. Oltre che nostra. Un poeta (ne conosco uno) ha da sempre, anche se rimane sempre tristanzuolo e frizzante al contempo, una straordinaria capacità di leggere gli avvenimenti, anzi se non leggerli solo avvertirli, come si sente, nell’aria, il profumo dell’estate.

Nessuno ha alzato la voce? Possibile? Nessuno ha detto qualcosa contro o a favore di qualcosa? Tutti indaffaratissimi per le loro nuove copertine?

C’è stato un grande distacco e non so in che modo sia avvenuto. Forse perché non ero ancora nato o ero ancora piccolo. Però so che c’entra sicuramente la Sinistra. Nel momento in cui il vecchio caro PC (che non sta qui per Personal Computer, lo dico ai più giovani) ha lasciato le redini a tutto quello che è venuto dopo, è crollato il legame, cordonombelicale, con gli intellettuali.

Tutto questo, per dire che sento che mi manca qualcuno che magari butta lo sguardo un poco più in là, alza il tiro, rispetto all’acquetta stagnante di tutti i giorni. Qualcuno che ci sollevi.

Basta un poeta.

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