Alla scoperta del Sannio con il treno storico a vapore sulle orme di Padre Pio

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Tutto è pronto per un viaggio lento, quasi a voler volutamente fermare il tempo. Tutto è più lento, per dare la possibilità al viaggiatore di pensare, guardare, respirare i profumi dei paesaggi… e forse dimenticati… Si snoda attraverso i finestrini del treno Sannio Express un’altra Italia, colpevolmente dimenticata, quella della campagna e delle zone interne del nostro Belpaese.

Ora grazie all’iniziativa promossa dalla Regione Campania e Fondazione FS in collaborazione con la Confederazione Nazionale Artigianato Campania Nord e con Sannio Autentico è stato possibile visitare questi luoghi meravigliosi che hanno da offrire una bellezza e una ricchezza paesistica e storica di grande fascino. Tutto questo è stato possibile riattivando la linea storica “Napoli-Petrelcina-Bosco Redole.

L’occasione di conoscere l’altra Italia ce la dà il treno storico a vapore “Sannio Exspress” per il 50° della scomparsa di Padre Pio di Pietrelcina. Durante il viaggio ci ritorna alla memoria la canzone di Celentamo “Il ragazzo della Via Gluc”, che ci fa rivivere in modo struggente l’abbandono della campagna distrutta da un mondo urbano che vuol dimenticare perfino i ricordi.

Scopriamo una terra magica con il treno storico, formato da carrozze Centopore (anni 30) e Corbellini (anni 50) tutte perfettamente conservate. Il treno partito dalla stazione di Salerno, con fermata a Mercato S.Severino, Avellino, Benevento Centrale, Pietrelcina, Fragneto Monforte, Campolattaro, Pontelandolfo, Morcone, Pietrelcina, Santa Croce del Sannio (ultima stazione inaugurata in attesa di aprire anche la stazione di Bosco Redole, mancano solo 16 km), entro i primi mesi del 2019 arriverà fino a Bosco Redole dove sarà aperta una nuova stazione. Il treno storico ci riporta alle atmosfere antiche quando la ferrovia costituiva il polmone dell’Italia del dopoguerra che univa le zone montane con le città.

Nel Sannio la ferrovia costituiva un punto di riferimento per studenti, operai e contadini che si muovevano per motivi di studio e di lavoro per Benevento e Napoli. Oggi con la riattivazione delle reti ferroviarie abbandonate, con lo sviluppo del turismo slow e con l’impegno delle Ferrovie dello Stato e della Regione Campania, vengono sempre più valorizzate le aree interne della Regione Campania che così escono dal loro isolamento.

E il treno storico con il locomotore a vapore, che sbuffando fumo grigio, s’inerpica tra i monti e i boschi del Sannio costituisce un motivo d’attrazione che ci riporta ai tempi antichi. Si respira un’ atmosfera di festa e di gioia familiare, tra il gridare festoso dei bambini ad ogni fischio del treno: siamo andati alla volta di Pietrelcina, accolti da sindaci, amministratori ma soprattutto da tanta umanità di cittadini che nel nome di Padre Pio vedono ancora una volta un’ occasione concreta di sviluppo sociale ed economico..

Non c’è modo più felice di quello del viaggio lento, che ti permette di riempire gli occhi di paesaggio rurale,di luce, di ombre dei boschi, di profumi nell’aria e gustarli lentamente, come si degusta il buon vino, offerto sul treno: una Falanghina del Sannio DOP. della Cantina Morone di Guardia Sanframondi accompagnato dai taralli cotti al forno di Umberto Gambuti.

Così tra una degustazione di vino servito a bordo con premura e delicatezza dai giovani volontari, conosciamo lo spirito più vero della terra del Sannio che a Pietrelcina diede i natali a Padre Pio, e che ne forgiò carattere apparentemente burbero ma di grande umanità. Molti sono i miracoli del frate contadino, ma si può dire che è sicuramente merito suo se una terra abbandonata da anni e che si trova a soffrire un progressivo spopolamento, oggi può guardare al futuro con maggiore fiducia. Ne abbiamo avuto prova quando il treno storico, arrancando tra selve e boschi, tra campi coltivati e uliveti, troviamo tra una stazioncina e l’altra frotte di cittadini che salutavano i viaggiatori. Non c’era nei loro occhi solo curiosità, ma sicuramente molta partecipazione per la presenza di tanta gente su una linea ferroviaria che dopo anni di abbandono tornava a rivivere…

Per chi vuol sapere di più sui treni storici può consultare il sito internet. www. Fondazionefs.it

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