FISCO & LAVORO Il Social Bonus

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Il nuovo Codice del Terzo settore, in vigore dallo scorso 3 agosto (D.Lgs. 3 luglio 2017, n. 117), istituisce a decorrere dal 2018 il cd. “Social Bonus”, un credito d’imposta per le erogazioni liberali a favore degli enti del terzo settore. Ecco quali sono le condizioni per beneficiarne e qual è la misura del bonus.

Il credito d’imposta è riconosciuto in relazione alle erogazioni liberali in denaro in favore degli enti del Terzo settore non commerciali che hanno presentato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali un progetto per sostenere il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata assegnati ai suddetti enti del Terzo settore e da questi utilizzati esclusivamente per lo svolgimento di attività di interesse non commerciale con modalità non commerciali.

Il credito è pari al 65% delle erogazioni liberali in denaro effettuate da persone fisiche e al 50% se effettuate da enti o società. Il credito non è cumulabile con le detrazioni previste per somme donate alle onlus (pari al 30%, elevabile al 35% se a beneficiarne è un’organizzazione di volontariato), ed è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15% del reddito imponibile ed ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui.

Il credito è ripartito in tre quote annuali di pari importo, è utilizzabile tramite compensazione, non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP e non è soggetto ai limiti previsti dall’art. 1, comma 53, L. n. 244/2007 e dall’art. 34 L. n. 388/2000.

I soggetti beneficiari delle erogazioni liberali effettuate per la realizzazione di interventi di manutenzione, protezione e restauro dei beni stessi, devono comunicare trimestralmente al Ministero del lavoro l’ammontare delle erogazioni liberali ricevute nel trimestre di riferimento; provvedono altresì a dare pubblica comunicazione di tale ammontare, nonché della destinazione e dell’utilizzo delle erogazioni stesse, tramite il proprio sito web istituzionale, nell’ambito di una pagina dedicata, e in un apposito portale, gestito dal medesimo Ministero.

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