Cava, domani a Palazzo di Città dibattito politico su “Ius soli” e “Ius culturae”

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Il dibattito sullo IUS SOLI approda a Cava de’ Tirreni con un convegno che si terrà domani, venerdì 12 Gennaio, alle ore 18 presso la Sala del Consiglio di Palazzo di Città dove si svolgerà un incontro-dibattito tra i giovani delle forze politiche dal titolo “Discussione sulla nuova legge in materia di cittadinanza – ius soli e culturae”.
Interverranno: il Sindaco Vincenzo Servalli, il Segretario Pd Cava de’ Tirreni, Massimiliano De Rosa, il Segretario Giovani Democratici Cava de’ Tirreni, Luca Narbone, la Segretario provinciale Giovani Democratici, Federica Fortino.
Al dibattito partecipano Giovanni Rotolo, Coordinatore cittadino Forza Italia Giovani; Alfonso Pepe, Direzione nazionale Gioventù Nazionale; Alfredo Senatore, Rappresentante Rifondazione Comunista; Ludovico Canora, Direttivo Giovani Democratici; Dino Verrone, Segretario provinciale Federazione Giovani Socialisti. Conclusde Carmine Senatore, Vice segretario Giovani Democratici Cava de’ Tirreni.
La discussione sarà moderata da Pasquale Petrillo, direttore della nostra testata giornalistica.
“L’idea”, come ha spiegato in una nota Luca Narbone,”è quella di dar vita a un confronto costruttivo volto a coinvolgere i giovani in una tematica decisamente delicata per il nostro paese”.
Una tematica delicata quella dello Ius Soli, che ha spaccato tanto i partiti quanto la società civile. Si discuterà, dunque dell’opportunità di una legge che vuole espandere i criteri per ottenere la cittadinanza italiana e che riguarda soprattutto i bambini nati in Italia da genitori stranieri o arrivati in Italia da piccoli.
Secondo uno studio, al momento in Italia ci sono circa 1 milione e 65mila minori stranieri. Moltissimi di questi ragazzi sono figli di genitori da tempo residenti in Italia, oppure hanno già frequentato almeno un ciclo scolastico. Mentre, al momento, i minori nati in Italia da madri straniere dal 1999 a oggi sono 634.592.
La condizione in cui vigono questi ragazzi è surreale: sono considerati extracomunitario per l’Italia e cittadini italiani per il paese di origine dei genitori. Sono dei ragazzi senza cittadinanza.

Un caso emblematico è quello del giovane Nelson Munanga, 13 anni, nato a Reggio Calabria da padre congolese. Non è mai stato in Congo e conosce solo la lingua italiana e il dialetto calabrese. Gioca nei giovanissimi della Reggina “in quota extracomunitari” e se la legge fosse stata approvata la sua condizione anomala, come quella di tantissimi altri, sarebbe mutata.

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