La Movida natalizia di bagordi stradaioli

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Non capisco cosa, da qualche anno a questa parte, stia accadendo in occasione delle festività natalizie e di fine anno; la gente, invece di raccogliersi, come una volta, per vivere intimamente e riflettere sul momento della natività di Cristo, sembra impazzire e abbandona  a baldoria, confusione, incontenibili manifestazioni pagane, invece, di fermarsi a riflettere sull’anno che si sta concludendo, su quello che è accaduto, sulla festività che si celebra, sulla bellezza di un momento di raccoglimento intorno ad una dei momenti più sentiti della tradizione cristiana.

Perché questa mania di baldoria? Cos’è? A chi giova? Cosa rimane della celebrazione che dovremmo commemorare? Cosa trasmettiamo ai nostri bambini con questo lasciarsi andare ai bagordi e alle libagioni in strada della vigilia di Natale fino all’Epifania?

A Cava, come in tante altre località circostanti, si è presa l’abitudine di aspettare il Natale gozzovigliando per strada, e una folla incredibile di “umanità” godereccia si accumula dinanzi ai bar, alle friggitorie, ai vari ritrovi, tutti regolarmente provvisti di “orchestrine” che con le loro amplificazioni ti sfondano i timpani; una folla costituita prevalentemente da giovani, accompagnati da bambini di tutte le età, anche tenere, parecchi in carrozzine, che zigzagano in quel marasma rumoroso alla ricerca di … chi sa cosa.

A parte, poi, i raid di bulli, denunziati da vari organi di stampa, che sembrano non preoccupare più di tanto le forze dell’ordine… né i responsabili dell’amministrazione cittadina.

Una folla impazzita che sequestra in casa centinaia di persone che per disgrazia abitano in quella strada o in quel rione, impedite non solo di uscire, ma persino di avere uno spiraglio di finestra aperta, giacché il vociare della folla e la diffusione dei rumori, che qualcuno vorrebbe far passare per accompagnamenti musicali, sono tali da costringerti non solo a tapparti in casa, ma persino a metterti nelle orecchie i tappini di cera o di gomma.

A chi giova? Semplicemente ad locali di somministrazione di bibite e bevande alcoliche, che anche in quella giornata fanno affari d’oro (come anche negli altri giorni), alle rosticcerie e friggitorie improvvisate e non, che spingono la folla a consumare, a bere, a ingozzarsi, fino a trascinarsi, dopo qualche ora, già stanchi anche per i tassi alcolici alle stelle, e proseguire fino all’ora del cenone per poi abbandonarsi pesantemente intorno al desco ancora ad ingozzarsi e ubriacarsi.

E’ questo il Natale? Si sono mai posto questo interrogativo coloro che usano attendere la nascita di Nostro Signore in questo modo?

Mi ha molto colpito la notizia della cerimonia religiosa di due giovani cavesi i quali, proprio in occasione della festività natalizia, hanno voluto festeggiare insieme ai genitori, parenti e amici intimi, la loro ammissione alla Scuola Militare della Nunziatella di Napoli avendo superato le dure selezioni previste in più Scuole Militari; alla fine hanno scelto la Scuola Militare della Nunziatella: onore ai due giovani dei quali i genitori possono giustamente dirsi orgogliosi.

Perché questo confronto? Perché esiste una differenza di stile, di educazione, di comportamento tra chi non tralascia occasione per gozzovigliare e perdere tempo e chi si impegna, studia, concorre, e riservatamente festeggia il successo, al di fuori di eccessi di piazza.

Tutta questione di educazione e di stili di vita!

Onore al merito di questi giovani e ai tanti come loro; massimo disonore a chi si sente realizzato solo perché ha partecipato ai consueti bagordi stradaioli.

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