Il durissimo j’accuse di Enrico Bastolla al sindaco Vincenzo Servalli e all’UDC

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nella foto Lorena Iuliano, Vincenzo Servalli e Enrico Bastolla (foto Gaetano Guida)

Le dimissioni presentate stamani a sorpresa dall’assessore comunale di Cava de’ Tirreni Enrico Bastolla sono indubbiamente una bomba politica.

Dicevamo a sorpresa, ma fino ad un certo punto, perché il disagio dell’ormai ex assessore era palese da un bel po’ e a malapena celato. Ed era noto ai più l’insofferenza del sindaco Servalli rispetto a Bastolla così come, di conseguenza, i rapporti personali per nulla idilliaci tra i due, che a stento erano tenuti in una cornice di correttezza istituzionale.

A sorpresa, però, perché nel nostro Paese le dimissioni sono un istituto poco praticato e spesso vengono date solo per necessità o convenienza. Quelle di Bastolla, invece, rappresentano un gesto politico forte, libero nella scelta e consapevole delle conseguenze. In altre parole, siamo in presenza del primo, vero atto politico di rottura nella maggioranza che da quasi tre anni consente al sindaco Servalli di essere alla guida della città metelliana.

Da questo punto di vista, si può condividere o meno questo gesto, ma non si può che prendere atto dello spessore politico di Enrico Bastolla così come delle motivazioni che lo hanno provocato.

E ‘ evidente, d’altronde, come all’ambiguità politica degli esponenti cavesi dell’UDC faccia da contraltare la chiarezza e trasparenza di Bastolla che, non a caso, denuncia “accordi che compromettono la credibilità di una intera coalizione, proprio alla vigilia di una consultazione nazionale”.

E’ altrettanto evidente l’attacco frontale, e questo davvero inaspettato per il coraggio che sfiora l’ardimento, di Bastolla al sindaco Servalli, leader della maggioranza politica alla quale lui comunque appartiene, per quella che definisce “l’ultima concessione fatta al partito ballerino dell’UDC di Del Vecchio, che di fatto gioca sul tavolo dell’ambiguità, che in maniera innaturale e scorretta sostiene alle politiche del 4 marzo la coalizione del centro-destra, mentre a livello locale una coalizione del centro-sinistra”.

Durissimo e senza infingimenti la presa di posizione nei riguardi dell’UDC accusato di avere un vocabolario politico “fermo alla lettera “a” come ambiguo, “b” come banale e “c” come caparbietà nel conservare la poltrona conquistata”, ed al quale contrappone la propria coerenza e correttezza invece sono state sempre le mie linee guida”.

Chapeau!

E ora cosa succederà? E’ tutto da vedere, la maggioranza, per quanto risicata, c’è e al momento rischi non se ne intravedono. Il problema non è tanto di numeri, bensì politico. Vero è, infatti, che i dissapori vengono da lontano, ma il j’accuse di Bastolla è così pesante politicamente e talmente circostanziato che sarà difficile per Servalli fare finta di nulla. Qui siamo ad una vera e propria frattura nella maggioranza di centrosinistra, finora apparsa granitica, non rendersene conto potrebbe rivelarsi un errore fatale.

Questo per dire che forse il sindaco Servalli farà bene a chiedere chiarezza alla sua maggioranza, senza per questo sottostare ai ricatti, ma pretendendo da tutti, a cominciare dall’UDC, di compiere politicamente scelte, azioni e comportamenti limpidi, trasparenti, inequivocabili. Tergiversare, insomma lasciar correre le cose e aspettare gli eventi -magari provando da parte di Servalli sollievo per essersi liberato di una figura politica ormai decisamente ingombrante come Bastolla- significa fare di quest’ultimo il punto di riferimento di tutti i malpancisti presenti e futuri che finora in Consiglio, nel partito o comunque in città, ancora sostengono più o meno convintamente l’attuale Amministrazione.

D’altro canto, l’appuntamento elettorale del prossimo 4 marzo è troppo ravvicinato per perdere tempo. La prevedibile sconfitta del Pd a livello nazionale avrà indubbiamente delle ricadute negative anche nella valle metelliana, inutile negare il contrario. Lasciare aperta questa lacerazione politica equivarrà, dopo il 5 marzo, a gettare benzina sul fuoco.

In conclusione, la casa per ora non brucia, ma tocca al sindaco Servalli evitare il rischio che l’incendio possa divampare.

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Giornalista, ha fondato e dirige dal 2014 il giornale Ulisse on line ed è l’ideatore e il curatore della Rassegna letteraria Premio Com&Te. Fondatore e direttore responsabile dal 1993 al 2000 del mensile cittadino di politica ed attualità Confronto e del mensile diocesano Fermento, è stato dal 1998 al 2000 addetto stampa e direttore dell’Ufficio Diocesano delle Comunicazioni Sociali dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava de’Tirreni, quindi fondatore e direttore responsabile dal 2007 al 2010 del mensile cittadino di approfondimento e riflessioni L’Opinione, mentre dal 2004 al 2010 è stato commentatore politico del quotidiano salernitano Cronache del Mezzogiorno. Dal 2001 al 2004 ha svolto la funzione di Capo del Servizio di Staff del Sindaco al Comune di Cava de’Tirreni, nel corso del 2003 è stato consigliere di amministrazione della Se.T.A. S.p.A. – Servizi Terrritoriali Ambientali, poi dall’ottobre 2003 al settembre 2006 presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio Statale di Musica Martucci di Salerno, dal 2004 al 2007 consigliere di amministrazione del CSTP - Azienda della Mobilità S.p.A., infine, dal 2010 al 2014 Capo Ufficio Stampa e Portavoce del Presidente della Provincia di Salerno. Ha fondato e presieduto dal 2006 al 2011 ed è attualmente membro del Direttivo dell’associazione indipendente di comunicazione, editoria e formazione Comunicazione & Territorio. E’ autore di due pubblicazioni, Testimone di parte, edita nel 2006, e Appunti sul Governo della Città, edita nel 2009.

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