Cava, Enrico Bastolla: “Liquefatto il PD. Il Direttivo ora deve dimettersi”

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l'ex assessore Enrico Bastolla

“Gli esami non finiscono mai, e in politica sei sempre sotto tiro delle elezioni qualunque esse siano coinvolgendoti profondamente quando sono in gioco le sorti della Nazione: l’impegno deve prescindere dalla discesa in campo di Tizio o di Sempronio, il risultato negativo condiziona inevitabilmente le scelte, le gerarchie, insomma, in caso di débacle, e mi sembra che a Cava ci si trovi in questa situazione, tutto e tutti devono essere messi in discussione. La mia decisione di abbandonare l’incarico assessoriale, scaturita da comportamenti non coerenti e poco corretti del Sindaco, assessori e consiglieri PD, sottintendeva anche il monito a stare attenti a seguire la strada dell’ inciucio e degli accordicchi”.

A parlare è l’ex assessore Enrico Bastolla, che, all’indomani delle votazioni, fa un’analisi personale del risultato scaturito dalle urne, tornando su quella che lui stesso ha definito un’ anomalia indefinibile e intollerabile all’interno della maggioranza metelliana.

Bastolla continua, poi, va avanti col suo affondo: “Incoerente era accettare in maggioranza un partito UDC – Del Vecchio schierato apertamente con il centro-destra a livello nazionale, come incoerente era dare seguito a ciò che imponeva Renzi, flirtando con Verdini, con Alfano ed anche l’ex Cavaliere quando invocava l’SOS per  carenza di voti. Per tutti questi motivi, la strada era in salita, in una campagna elettorale che si annunciava già di per sé difficile, ma a Cava si è toccato il fondo, raggiungendo una percentuale più bassa rispetto a quella provinciale e dimezzando addirittura i voti, se si fa un confronto con le precedenti politiche,  addirittura con uno scarto di quasi 1.200 voti tra quelli dati al PD e quelli andati solamente al candidato Piero De Luca. Segno, questo, che il popolo cavese del PD non ha condiviso le scelte strategiche degli accordicchi dell’attuale Amministrazione.

Un vero e proprio j’accuse quello di Bastolla, il quale, indossate le vesti del profeta non ascoltato, senza mezzi termini, mette impietosamente il dito nella piaga dei risultati elettorali e invita a tenere in considerazione le dimissioni del direttivo sezionale locale insieme al segretario Massimiliano De Rosa, sulla scia dell’ormai ex Segretario Regionale Tartaglione e di tanti altri Segretari Regionali, ma visto il comportamento di Renzi, si preferisce cercare un collante di qualità per rimanere attaccati alla poltrona.

“Sarà dura ricostruire sulle ceneri di un partito ormai liquefatto”, sentenzia Bastolla, “Ma un passo va fatto: commissariare tutti gli organi di partito a livello locale ma anche provinciale, quest’ultimo reo anche per aver avallato in città un accordo scapestrato con l’UDC di Del Vecchio”.

“Ho la certezza -spiega Bastolla- che si sia sottovalutato l’avversario, che ci sia stata troppa attenzione ad incontri con i big, trascurando le reali esigenze della città, i reali problemi dei cittadini. Non si può dire che una cosa sono le politiche un’altra le amministrative, un’Amministrazione targata PD con dieci consiglieri PD, tre assessori PD, Sindaco, e con sottogoverno e incarichi vari, avrebbe dovuto quanto meno confermare i 4.600 voti delle scorse amministrative. Urge un azzeramento per ridare senso ad un partito che in città si è liquefatto; urge una fase congressuale con regole chiare e che apra il più possibile alla società civile; urge un rilancio dell’azione amministrativa sul nostro territorio; urge un maggiore coinvolgimento della base; urge una volta per tutte il chiarimento politico con l’UDC di Del Vecchio; urge un recupero del rapporto con i cittadini”.

“Altrimenti, fra due anni -conclude- il risultato in città sarà scontato, così come abbiamo assistito a quello nazionale già prevedibile e preannunciato”.

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