Maschilismo, sessismo, femminismo… asfissia da stereotipi

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Da qualche giorno è in circolazione una campagna pubblicitaria di Pandora, un noto marchio danese di gioielli che, sin dall’uscita, ha sollevato un vespaio di polemiche ed ha sollevato fortissime polemiche ed accuse di sessismo.

“Un ferro da stiro, un pigiama, un grembiule, un bracciale Pandora. Secondo te cosa la farebbe felice?”. Questo è lo slogan incriminato, scritto su un cartello pubblicitario affisso nella metropolitana di Milano che invita a fare una scelta adeguata ai reali desideri delle donne per gli acquisti natalizi.

La discussione si è animata sui social, frotte di donne si sono dichiarate indignate da questa pubblicità che hanno definito oltraggiosa e retrograda. L’azienda, a seguito di ciò, ha prontamente pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook quanto segue: “Abbiamo notato che il messaggio a volte è stato frainteso, per questo vogliamo raccontarvelo meglio. Quante di noi a Natale hanno ricevuto qualcosa di non gradito? Questa iniziativa nasce proprio da una ricerca che ha evidenziato come la maggior parte delle donne a Natale riceva sempre il regalo sbagliato. Tutte insieme, quindi, diciamo NO a pigiami, ciabatte e frullatori ma SÌ ai gioielli che amiamo. Auguriamo a tutte voi di ricevere proprio ciò che più desiderate”.

Che la Pandora abbia fatto uno scivolone è indubbio, con una campagna comunicativa dai tratti grossolani e di cattivo gusto, dalla quale può scaturire la concezione di una donna venale e opportunista. Insomma, di certo gli uffici comunicazione non hanno brillato per originalità. Peculiarità che pare, però, essere mancata anche a quante si sono dichiarate oltraggiate, infamate, vilipese da questa campagna promozionale. Siamo di fronte all’ennesimo moto di indignazione da tastiera? Probabilmente sì, perché ad un occhio “pulito” e non prevenuto il messaggio è apparso in maniera opposta, ossia, “smettetela di essere maschilisti, di ragionare per stereotipi nella scelta dei regali”.

L’intento, riuscito male, voleva essere ironico, ma non è stato colto. Comunque, c’è da dire che Pandora è riuscita nello scopo di far parlare dei ninnoli da pubblicizzare.

Senza poi dimenticare che in circolazione c’è di peggio, lì sì da urlare al sessismo e alla donna presentata come oggetto erotico e senza cervello. “La diamo a tutti… l’adsl”, oppure “Fatti il capo” (riferendosi ad una marca di amaro), e ancora “Fidati, te la do gratis, la montatura”. Ma si potrebbe continuare all’infinito… Ricordate, poi, quelle che allusivamente sembravano invitare allo stupro o all’omicidio con occultamento di cadavere? C’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Potremo stare fino a domani mattina a disquisire sulla chiarezza del messaggio di Pandora e sulla sua efficacia e, a dirla tutta, ancora è diffusa l’idea tra tanti mariti pigri e privi di fantasia, che un aspirapolvere sia un bel regalo.

Dobbiamo fare attenzione, invece, che l’indignazione per lo stereotipo può divenire stereotipo a sua volta e svuotare di senso le battaglie giuste da combattere.

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Diplomata al liceo classico, ha poi continuato gli studi scegliendo la facoltà di Scienze Politiche. Affascinata dal mondo della comunicazione, collabora con la rivista Ulisse sin dalla sua nascita nel 2014, occupandosi principalmente di cronaca politica e culturale. Ideatrice, curatrice e presentatrice di un web magazine per Radio Polo. Collabora anche col blog dell'emittente radiofonica. Nel suo carnet di esperienze workshop, presentazione di libri e di serate a tema culturale.

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