La Festa della Donna nel ricordo di Matilde Serao

0
1113

Era la sera del 25 luglio 1927, stava scrivendo un articolo sulla vedova americana del tenore Enrico Caruso, quando, a un certo punto, non potendo più reggere la penna ci lasciò all’età di settantuno anni, proprio mentre scriveva l’ultimo pezzo della sua vita. Matilde Serao, fu la prima donna a fondare e dirigere un quotidiano in Italia. Mentre le sue coetanee non avevano diritto al voto, lei insieme col marito, Edoardo Scarfoglio, fondò nel 1892 «Il Mattino», uno dei quotidiani tra i più letti in Campania ancora oggi.

Quale donna meglio di lei può essere l’emblema di questa giornata? Oggi è l’8 marzo, Giornata Internazionale delle donne, dedicata ai diritti di genere, alle conquiste sociali, economiche e politiche, nonché alle discriminazioni e alle violenze di cui le donne sono state, e sono ancora oggetto in quasi tutte le parti del mondo. E Matilde Serao è stata una tra le maggiori protagoniste del riconoscimento del ruolo femminile nella società.

La Serao rappresentò l’emancipazione culturale femminile. Ecco perché è giusto scegliere questa donna per rappresentare la società dal punto di vista di una donna di “ieri”, che trova a tutt’oggi posto in primo piano della nostra società: un omaggio alla protagonista del rinnovamento del giornalismo italiano.

Vissuta in anni in cui la donna, per lo più, veniva considerata un accessorio del padre e del marito, Matilde Serao era una donna anticonformista nei suoi rapporti con la società del tempo e i suoi uomini.

Le donne, all’epoca,  non avevano il diritto di esercitare la tutela sulla prole legittima, né quello di essere ammesse ai pubblici uffici. Se coniugate, non potevano amministrare i soldi intascati con il proprio lavoro, perché ciò spettava al marito. Solo con la Prima Guerra Mondiale le donne presero i posti di lavori lasciati dagli uomini che si erano arruolati al fronte, impiegate nei fondi terrieri e nelle fabbriche. Col ritorno dei reduci vennero ricacciate ai margini della società. Nel ventennio fascista le donne furono “incoraggiate” a stare al focolare domestico, i loro salari per legge furono ridotti alla metà di quelli degli uomini, le tasse delle studentesse aumentate, così da rendere sempre più inavvicinabile la formazione; le donne non poterono più insegnare lettere e filosofia nei licei e, inoltre, fu loro vietato di divenire presidi.

L’art. 587 del Codice Penale prevedeva la riduzione di un terzo della pena per chiunque uccidesse la moglie, la figlia, la sorella per difendere l’onore suo o della famiglia, il cosiddetto “delitto d’onore”.

Nonostante tutto, ci sono state donne come Matilde Serao, che hanno lottato e superato questi limiti imposti dalla società, divenendo delle vere e proprie muse ispiratrici ancora oggi. A Matilde Serao si associa quell’energico progresso del giornalismo italiano a cavallo tra l’ ‘800 e il ‘900. Sostenitrice della libera informazione e di una rigorosa professionalità nel raccontare i fatti, in un mondo prevalentemente maschile e maschilista, fondò e diresse Il Mattino e poi il Giorno di Napoli; ebbe come collaboratori firme prestigiose quali, Giosuè Carducci e Gabriele D’Annunzio.

La Serao, oltre ad essere una grande giornalista, fu anche una scrittrice di prestigio, visceralmente legata alla sua città, Napoli, che ritrasse con uno stile capace di fotografare un mondo che l’Italia non conosceva, fatto di dolore e privo di speranza che sembrava appartenerle profondamente. Tra le oltre settanta opere letterarie al suo attivo, la più conosciuta resta Il ventre di Napoli dove illustra la straordinaria povertà dei “bassi”, da via Dei Mercanti al quartiere Porto, dalla Vicaria al Mercato. Fu candidata nel 1926 al premio Nobel che, secondo indiscrezioni di allora, andò alla Deledda solo perché la Serao era una antifascista.

Donna Matilde era una donna in carriera, una narratrice anticonformista, un modello di riferimento. In lei c’era stile, arguzia, originalità, ironia . La sua priorità era quella di comunicare, cercando di coinvolgere il lettore. Donna Matilde aveva il giornalismo nel sangue.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.