Call-center, ma quanto scocciano

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Mi riferisco alle continue, invadenti e a volte persecutorie telefonate che giungono agli utenti telefonici a tutte le ore del giorno da parte di call-center che vogliono venderti qualcosa, dal nuovo contratto di telefonia fissa e mobile, a quello per luce e gas, talvolta a una nuova polizza assicurativa per l’auto o per la responsabilità civile casa, animali domestici e via di seguito.

A me non danno grande fastidio, giacché, personalmente, non mi dispiace ricevere nuove offerte, grazie alle quali si ottengono due grandi vantaggi: seguire l’andamento del mercato in alcuni settori e avvalersi di qualche offerta per cambiare azienda fornitrice di servizi.

Grazie a queste scocciatissime offerte telefoniche ho cambiato più volte il fornitore di energia elettrica o di servizi telefonici: confesso di averli sperimentati tutti, spesso più volte, e alla fine mi sono reso conto che le differenze tra l’uno e l’altro nella maggior parte dei casi sono minime, comunque ci sono e il consumatore attento può avvalersene, ma non deve essere sprovveduto; e anche in ciò devo ammettere che il continuo parlare con gli offerenti ti apre la mente e le conoscenze e, in taluni casi, ti. chiude il portafogli (nel senso che qualche risparmio te lo consente).

Ma riconosco che ci vuole molta pazienza e buona volontà quando si ricevono le telefonate, ed io cerco di farmene una ragione pensando che all’altro capo del telefono, in Italia o all’estero, c’è qualcuno che grazie a questa attività vivacchia, viste le notizie che giungono a proposito dei call-center e del trattamento riservato ai loro collaboratori, trattamenti il più delle volte indecorosi.

Qualche anno fa, per porre un argine alla invadenza telefonica, venne emanato il  DPR  7 settembre 2010, n. 178 in base al quale, iscrivendosi al cosiddetto “registro delle opposizioni”, l’utente telefonico non sarebbe stato più disturbato; tale decreto, manco a dirlo, non ha mai funzionato, per una serie di motivi sia politici (derivanti dalle note carenze burocratiche, che portano più a fare leggi per far finta di risolvere un problema e tacitare la coscienza dei politici e le proteste dei cittadini, piuttosto che risolvere effettivamente i problemi), sia tecnici (ad esempio la impossibilità di inserire nel famoso registro i numeri dei cellulari, giacché si potevano inserire solo i numeri dei telefoni fissi, e di tale limitazione non si è mai capito il motivo).

Ora sembra che le cose stiano cambiando in quanto con una nuova legge, la n. 5 dell’11 gennaio 2018,  sono state emanate nuove disposizioni in materia di iscrizione e funzionamento del registro delle opposizioni e sono stati istituiti i prefissi nazionali per le chiamate telefoniche a scopo statistico, promozionale e di ricerche di mercato. Per tutti coloro il cui numero di telefono è presente sugli elenchi telefonici, vige in Italia il regime privacy vale a dire che deve essere l’utente abbonato ad iscriversi nel Registro Pubblico delle Opposizioni qualora non desiri essere contattato.

La Legge 5/2018, che va a modificare il precedente D.P.R. del 2010, estende la possibilità di iscrizione nel Registro anche ai numeri di cellulare e a tutti i numeri riservati (non presenti negli elenchi telefonici pubblici) e impone nuovi importanti obblighi per gli operatori di call center.

Che sia la volta buona?

Speriamo, ma comunque l’atto iniziale deve essere fatto dall’utente telefonico chiedendo l’inserimento dei suoi numeri telefonici nel “registro delle opposizioni”, collegandosi al sito http://www.registrodelleopposizioni.it/.

 

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